Dati sul mercato dei broker assicurativi in Italia

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Il 47,7% del mercato dei danni passa dai Broker di assicurazione

Il 47,7% del mercato italiano di assicurazioni danni è gestito dai broker assicurativi, un dato significativo che sottolinea l'importanza di questi intermediari nel panorama nazionale.

Parlando in termini numerici, si tratta di quasi metà del totale delle polizze danni vendute in Italia.

I broker di assicurazione svolgono un ruolo fondamentale nel mercato delle assicurazioni danni, funzionando come intermediari tra le compagnie assicurative e i clienti.

Il fatto che quasi la metà del mercato italiano delle assicurazioni danni passi attraverso i broker evidenzia la fiducia che i clienti italiani ripongono in questi professionisti.

L'ammontare delle polizze danni gestite dai broker assicurativi in Italia è valutato a circa 17 miliardi di euro.

Questa cifra, se paragonata all'intero volume di affari del mercato delle assicurazioni danni italiano, che è di circa 36 miliardi di euro, dimostra chiaramente l'influenza considerevole che i broker hanno in questo settore.

Se si confronta questa percentuale con altri paesi europei, si può notare che l'Italia si colloca al di sopra della media. Ad esempio, nel Regno Unito, i broker di assicurazione rappresentano il 35% del mercato danni, mentre in Germania la percentuale scende al 28%.

Questo dato suggerisce che i consumatori italiani tendono ad affidarsi più frequentemente ai broker per la ricerca e la sottoscrizione delle polizze assicurative rispetto ai loro omologhi in altri paesi europei.

Fonte: assiteca

Presenza massiccia in Lombardia, dove vi è il 26.5% dei broker

La presenza più massiccia di broker in Italia si registra in Lombardia, dove il 26,5% di tutti i broker del paese ha sede.

La Lombardia è la regione con il maggior numero di istituzioni finanziarie e società di intermediazione presenti sul mercato.

A confronto con altre regioni italiane, si può notare che la Lombardia supera nettamente le altre in termini di concentrazione di broker.

Ad esempio, la regione al secondo posto per la presenza di broker è il Lazio, con una quota di mercato del 14,3%.

Questa differenza evidenzia il predominio della Lombardia nel settore finanziario e l'attrattiva che la regione esercita sulle istituzioni finanziarie e i professionisti del settore.

La presenza massiccia di broker in Lombardia può essere attribuita a diversi fattori. Milano, la capitale economica d'Italia, è il centro finanziario del paese e ospita diverse borse valori e istituzioni finanziarie di rilievo.

La città è anche sede di importanti fiere finanziarie e congressi internazionali, che attirano professionisti del settore da tutto il mondo.

Inoltre, la presenza di un'ampia base di clienti e di un ecosistema finanziario sviluppato crea opportunità di business per i broker nella regione.

Fonte: assiteca

Dal 2020 al 2030 si prevede un balzo da 5 a 10 miliardi

L'industria dei broker assicurativi in Italia si sta preparando per un decennio di crescita senza precedenti. Tra il 2020 e il 2030, gli analisti del settore prevedono un balzo da 5 a 10 miliardi di euro in termini di volume d'affari.

Questo rappresenta un incremento del 100%, un tasso di crescita che pochi altri settori possono vantare.

Per dare un senso a queste cifre, consideriamo qualche paragone. Il PIL italiano nel 2020 era di circa 1.6 trilioni di euro.

Quindi, l'incremento di 5 miliardi di euro che si prevede per il settore dei broker assicurativi rappresenta una piccola, ma significativa, percentuale di tutta l'economia del paese. Inoltre, si può fare un paragone con un altro settore per illustrare la portata di questa crescita.

Ad esempio, nel 2020, l'intero settore turistico italiano, duramente colpito dalla pandemia di COVID-19, generava circa 40 miliardi di euro di ricavi.

Quindi, un aumento di 5 miliardi di euro nel settore dei broker assicurativi equivale a più dell'10% del totale dei ricavi del turismo.

Un fattore di crescita potrebbe essere un aumento della domanda di assicurazioni.

Mentre la consapevolezza dei rischi - sia personali che aziendali - aumenta, le persone e le imprese stanno cercando una maggiore protezione.

Il cambiamento climatico, ad esempio, sta portando a una maggiore domanda di assicurazioni per eventi estremi e disastri naturali.

Allo stesso modo, l'espansione del settore delle PMI in Italia potrebbe portare a un aumento della domanda di assicurazioni commerciali.

Fonte: heca

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L’incidenza dei premi assicurativi è dell’8,1%

L'incidenza dei premi assicurativi rappresenta un aspetto fondamentale del settore dei broker assicurativi in Italia. Nel 2023, questa percentuale si è attestata all'8,1%, un dato significativo se consideriamo l'intero panorama del mercato assicurativo.

Per mettere in prospettiva questo valore, è importante considerare che nel 2022, l'incidenza dei premi assicurativi nel settore dei broker era del 7,6%.

Questo significa che nel corso di un anno, vi è stato un incremento dello 0,5%. Tale aumento potrebbe essere dovuto a una serie di fattori, tra cui una maggiore consapevolezza dei consumatori circa l'importanza delle assicurazioni, una maggiore concorrenza tra i broker, o una combinazione di entrambi.

Anche a livello globale, l'incidenza dei premi assicurativi nel settore dei broker è in aumento, sebbene a un ritmo leggermente inferiore. Nel 2023, la media globale è del 7,5%, un aumento rispetto al 7,2% del 2022.

L'aumento dell'incidenza dei premi assicurativi nel settore dei broker assicurativi in Italia, e in generale a livello globale, può essere attribuito a vari fattori come la crescente consapevolezza del valore delle assicurazioni, l'innovazione nel settore assicurativo, l'incremento della concorrenza nel settore dei broker assicurativi, l'evoluzione del panorama del rischio, le politiche governative favorevoli.

Fonte: KPMG

La penetrazione del comparto Vita si attesta al 6,1%

La penetrazione del comparto Vita nel settore dei broker assicurativi in Italia ha segnato un tasso del 6,1% nel corso dell'ultimo anno.

È interessante notare che questo dato, sebbene possa sembrare modesto in termini assoluti, rappresenta in realtà un incremento significativo rispetto all'anno precedente, quando la penetrazione era del 4,8%.

Questa crescita del 27% è una testimonianza della crescente importanza del segmento Vita nel panorama assicurativo italiano.

Il 6,1% della quota di mercato può sembrare ridotto se paragonato ad altri settori assicurativi.

Ad esempio, la penetrazione del settore auto si attesta al 30% nel mercato dei broker assicurativi, mentre la quota di mercato del settore casa è dell'11%.

Tuttavia, la crescita costante del settore Vita rispetto ad altri settori assicurativi sottolinea l'importanza crescente di questo segmento.

In termini di volumi, il 6,1% di penetrazione rappresenta un volume di affari di circa 2,45 miliardi di euro, considerando che il mercato totale dei broker assicurativi in Italia vale miliardi e miliardi di euro.

Fonte: KPMG

In Italia operano 90 imprese e 4 rappresentanze

È interessante notare che l'industria dei tatuaggi in Italia sta vivendo una crescita significativa negli ultimi tempi.

Con la sempre crescente popolarità dei tatuaggi come forma d'arte e di espressione personale, sempre più persone si stanno avvicinando a questa forma di decorazione corporea.

La crescita costante del numero di imprese nel corso degli ultimi anni sottolinea la vitalità e la resilienza del settore, nonostante gli ostacoli rappresentati dalla crisi economica e dalla pandemia.

Tra le aziende più rappresentative, spiccano per dimensioni e volume d'affari alcuni big del settore, che detengono una quota di mercato complessiva superiore al 50%.

L'industria del brokeraggio assicurativo italiano si distingue anche per la sua diversità. Oltre alle grandi multinazionali e alle imprese nazionali di grande dimensione, vi è un significativo numero di piccole e medie imprese (PMI) che svolgono un ruolo importante nel servizio ai clienti a livello locale.

Questa diversità di dimensioni e specializzazioni contribuisce a creare un panorama estremamente variegato e competitivo.

Fonte: IVASS

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Le autovetture, il premio medio ammonta a 379 euro

Le autovetture in Italia rappresentano un settore cruciale sia per l'economia del Paese che per l'industria assicurativa.

Con un premio medio di 379 euro, il settore dei broker assicurativi svolge un ruolo fondamentale nella protezione dei proprietari di autovetture contro vari rischi, tra cui incidenti, furti e danni a terzi.

Tuttavia, è interessante notare che non tutti i premi assicurativi delle autovetture sono uguali. Le differenze regionali, per esempio, possono variare notevolmente.

Nel nord Italia, il premio medio è più basso, aggirandosi intorno ai 340 euro, mentre nel sud e nelle isole si arriva a cifre ben più alte, che superano spesso i 400 euro.

Queste differenze si spiegano con il diverso livello di rischio percepito, che include fattori come il tasso di incidenti stradali e la frequenza dei furti d'auto.

In conclusione, mentre il premio medio di 379 euro può sembrare elevato, esso riflette la complessità e la varietà dei rischi che i proprietari di auto devono affrontare.

Allo stesso tempo, l'aumento dei premi negli ultimi anni evidenzia l'importanza di monitorare attentamente i costi dell'assicurazione auto.

Fonte: IVASS

In percentuale del PIL, i premi sono il 6% per i rami vita

Si consideri che nel 2021, il totale dei premi assicurativi in Italia ammontava a 174 miliardi di euro, con un PIL di circa 1,6 trilioni di euro.

Quindi, il rapporto tra i premi assicurativi e il PIL è stato circa del 10,8% in quel periodo.

La percentuale del 6% per i rami vita indica una posizione di forza all'interno dell'industria assicurativa.

Questo riflette una serie di fattori, tra cui una popolazione invecchiante che richiede più prodotti assicurativi vita, nonché la consapevolezza e la propensione crescente degli italiani a proteggere il loro futuro finanziario.

Un altro elemento da considerare è il tasso di crescita del settore dei broker assicurativi.

Negli ultimi anni, questo settore ha registrato una crescita costante, stimolata da un aumento della richiesta di prodotti assicurativi complessi che richiedono consulenza specializzata.

Infine, la percentuale del PIL destinata ai premi assicurativi indica anche il livello di maturità del mercato assicurativo.

Un'alta percentuale suggerisce che il mercato è sviluppato e che i consumatori riconoscono il valore delle assicurazioni come strumento di protezione finanziaria.

Nel caso dell'Italia, la quota del 6% per i rami vita riflette una combinazione di questi fattori, nonché la forza e la resilienza del settore dei broker assicurativi nel paese.

Fonte: IVASS

Il settore dà impiego a circa 300 mila persone

Il settore assicurativo in Italia rappresenta una delle industrie più dinamiche e robuste nel paese, con circa 300 mila persone che lavorano come broker assicurativi.

Questo numero ha continuato a crescere nel corso degli anni, parallelamente all'espansione e alla diversificazione del settore assicurativo stesso.

Il settore assicurativo italiano è caratterizzato da una forte concorrenza, con molte aziende, sia nazionali che internazionali, che offrono una vasta gamma di prodotti assicurativi.

Questa competizione ha portato alla necessità di broker assicurativi specializzati, che possano aiutare i consumatori a navigare tra le diverse offerte e trovare la copertura assicurativa più adatta alle loro esigenze.

Di conseguenza, la domanda di broker assicurativi è rimasta alta, alimentando la crescita dell'occupazione in questo settore.

In definitiva, le cifre di impiego nel settore dei broker assicurativi in Italia riflettono la continua evoluzione del settore assicurativo del paese e la sua importanza per l'economia italiana.

E mentre il settore continua a evolversi, si può prevedere che il ruolo dei broker assicurativi rimarrà cruciale, alimentando ulteriormente la crescita dell'occupazione in questo campo.

Fonte: Il Sole 24 ore

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L’Italia è al 4° posto in Europa e al 7° posto nel mondo

L'Italia si colloca al quarto posto in Europa e al settimo a livello globale nel settore dei broker assicurativi, attestando la propria posizione come uno dei leader mondiali in questo campo.

In confronto, il Regno Unito, che detiene la prima posizione in Europa, ha generato un fatturato di circa 20 miliardi di euro, mentre la Germania e la Francia, rispettivamente al secondo e terzo posto, hanno registrato un fatturato di 18 e 15 miliardi di euro.

Nonostante l'Italia non possa competere con queste economie più grandi in termini di fatturato totale, la sua posizione è notevole data la sua dimensione relativa.

A livello globale, l'Italia si colloca dietro a potenze come gli Stati Uniti, la Cina, e il Giappone, ma supera paesi come il Canada e l'Australia.

Gli Stati Uniti guidano il settore con un fatturato impressionante di 150 miliardi di dollari, evidenziando l'ampiezza del mercato assicurativo a livello globale.

Le ragioni dietro il successo dell'Italia nel settore dei broker assicurativi sono molteplici.

Primo fra tutti, il paese ha una solida tradizione nel settore assicurativo, con alcune delle più antiche e rispettate compagnie assicurative che risalgono a secoli fa.

Inoltre, l'Italia ha una popolazione di oltre 60 milioni di persone, molti dei quali hanno bisogno di assicurazioni per una varietà di rischi, tra cui casa, auto, salute e vita.

Infine, la posizione dell'Italia nell'Unione Europea fornisce un accesso privilegiato a un mercato di oltre 500 milioni di persone.

Ciò consente ai broker assicurativi italiani di espandersi oltre i confini nazionali, contribuendo alla crescita e al successo del settore.

Fonte: Il Sole 24 ore

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