Statistiche sul mercato delle cliniche mediche in Italia

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In Italia ci sono più di 500 cliniche private

Le cliniche mediche private sono strutture che offrono assistenza medica di alto livello, sia in regime di ricovero che di prestazioni ambulatoriali.

In queste strutture sono in genere presenti anche laboratori di analisi che permettono di svolgere esami del sangue, tossicologici e delle urine. L'attività ambulatoriale garantisce visite specialistiche in campi che vanno da medicina generale a cardiologia, ginecologia o allergologia, ma anche servizi come psicologia e visite per la medicina del lavoro.

In molti casi le cliniche sono specializzate nella fisioterapia con palestre per la riabilitazione in seguito a incidenti o interventi chirurgici. Al loro interno, dispongono di servizio ristorazione con pasti concordati in base alle esigenze dei pazienti.

Possono essere accreditate oppure indipendenti dal servizio sanitario nazionale e propongono posti letto per interventi in day hospital o per degenze di più giorni. Dispongono, inoltre, di sale operatorie per il servizio di chirurgia con apparecchiature mediche all'avanguardia che permettono interventi meno invasivi come, ad esempio, la laparoscopia.

Fonte: TrueNumbers

In Sicilia, il 74,14% delle strutture mediche sono private

In Sicilia, su un totale di 58 strutture sanitarie, il 74,14% sono private e accreditate con il servizio sanitario nazionale (Ssn). Questo significa che i cittadini che si rivolgono a queste cliniche e ospedali non devono pagare spese aggiuntive rispetto a quelle che sostenerebbero se si rivolgessero al pubblico.

Il Ssn copre i costi delle prestazioni erogate dai privati accreditati, che devono garantire degli standard di sicurezza e di qualità stabiliti dalle regioni. La Sicilia è la regione italiana con il più alto tasso di strutture sanitarie private accreditate, seguita dalla Campania (92,3%) e dal Lazio (85,7%).

Al contrario, al Nord Italia c'è una maggiore presenza di strutture pubbliche, come a Milano (67,74%) o a Torino (64,29%) . Questa differenza è dovuta alle diverse politiche regionali in materia di sanità, che possono favorire o limitare l'accesso dei privati al Ssn.

Fonte: TrueNumbers

Le cliniche private coprono il 25% delle prestazioni ospedaliere

L'ospedalità privata in Italia è una realtà consolidata e rilevante, che offre servizi sanitari di qualità a milioni di cittadini che scelgono di rivolgersi a strutture accreditate o convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

Secondo i dati della Corte dei Conti, il 25% delle prestazioni ospedaliere è coperto dall’ospedalità privata, che pesa soltanto sul 15% della spesa sanitaria. I motivi che spingono gli italiani a preferire il privato al pubblico sono molteplici: tempi di attesa più brevi, possibilità di scegliere il medico di fiducia, maggiore attenzione al paziente, ecc. Secondo una ricerca del Censis, il 61% di coloro che ricorrono alla sanità privata lo fa perché nel pubblico bisogna aspettare troppo tempo per accedere alle prestazioni.

L'ospedalità privata non è solo una scelta individuale, ma anche una risorsa collettiva, che contribuisce a garantire il diritto alla salute a tutta la popolazione e a sostenere l'efficienza e l'equità del SSN. Le strutture private sono infatti soggette a criteri di accreditamento e convenzionamento che ne assicurano la qualità e la sicurezza delle prestazioni, oltre che il rispetto dei livelli essenziali di assistenza (LEA).

Fonte: TrueNumbers

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Il 41,3% dei cittadini paga per intero le visite specialistiche

La sanità pubblica italiana è sempre più in crisi e non riesce a garantire i servizi essenziali ai cittadini.

Per questo motivo, molti italiani sono costretti a pagare di tasca propria le visite specialistiche, che spesso hanno tempi d'attesa molto lunghi nel sistema pubblico. Secondo una ricerca Rbm Salute-Censis del 2014, il 41,3% dei cittadini paga per intero le visite specialistiche, con una spesa privata che ha raggiunto 26,9 miliardi di euro nel 2013.

Pagare per le visite specialistiche significa non solo sostenere un costo aggiuntivo, ma anche accedere più rapidamente alle cure. La ricerca Rbm Salute-Censis ha infatti evidenziato che nel privato si possono risparmiare fino a 66 giorni di attesa per una visita oculistica, 45 giorni per una cardiologica, 28 per una ortopedica e 22 per una ginecologica, pagando in media 70 euro in più rispetto al ticket del sistema pubblico.

Fonte: Il Corriere

Per il 38,5% degli italiani la sanità pubblica è peggiorata

La sanità pubblica è un servizio fondamentale per garantire il benessere e la sicurezza dei cittadini.

Tuttavia, negli ultimi anni, molti italiani hanno espresso il loro disappunto per le condizioni del Servizio sanitario nazionale (Ssn), ritenendolo inadeguato, inefficiente e costoso. Secondo una recente ricerca dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, in collaborazione con Nomisma, il 38,5% degli italiani (quasi quattro su dieci) ritiene che la sanità pubblica sia peggiorata rispetto a cinque anni fa.

I principali motivi di insoddisfazione riguardano i tempi di attesa, i costi e il personale sanitario. Il 76% degli intervistati ha dichiarato che i tempi di attesa si sono allungati, con il 40% che parla addirittura di un "forte aumento". Il 59% ha lamentato un incremento dei costi, sia per le prestazioni che per le tasse. Il 66% ha ritenuto insufficiente il numero di medici e infermieri in servizio, denunciando una carenza di personale qualificato e motivato.

Questi fattori hanno influito negativamente sulla qualità delle cure ricevute, che è stata giudicata soddisfacente solo dal 56% dei cittadini.

Fonte: Quotidiano Sanità

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