Dati sul mercato dei decoratori d'interni in Italia

decoratore d

I nostri esperti hanno creato un business plan per un decoratore d'interni, completamente personalizzabile.

Un arredatore d’interni libero professionista può guadagnare 70-80.000 euro all’anno

Un arredatore d’interni è un professionista che si occupa di progettare e realizzare soluzioni di arredo per ambienti residenziali, commerciali o pubblici.

Il guadagno di un arredatore d’interni dipende da diversi fattori, come il livello di esperienza, la zona geografica, il tipo di clientela e il successo dell’attività. In generale, uno stipendio medio per un arredatore dipendente si aggira intorno ai 35.000 euro lordi all’anno, mentre uno stipendio medio per un arredatore libero professionista può variare dai 30.000 ai 50.000 euro lordi all’anno.

Tuttavia, un arredatore qualificato e affermato può anche arrivare a guadagnare 60.000 o 70.000 euro annui, soprattutto se riesce a farsi conoscere e apprezzare nel mercato e a realizzare progetti di alto livello.

Il suo obiettivo è quello di creare spazi funzionali, confortevoli ed esteticamente gradevoli, tenendo conto delle esigenze, dei gusti e del budget dei clienti. Un arredatore d’interni può lavorare come dipendente presso studi di architettura, aziende di arredamento o negozi specializzati, oppure come libero professionista, offrendo i propri servizi direttamente ai clienti o collaborando con altri professionisti del settore.

In entrambi i casi, il suo lavoro richiede competenze tecniche, artistiche e comunicative, oltre a una buona conoscenza dei materiali, dei colori, delle tendenze e delle normative in vigore.

Fonte: Lavoro e formazione

I contratti da dipendenti prevedono 1200 euro al mese

Un arredatore d'interni può lavorare come dipendente presso studi di architettura, aziende di arredamento o negozi specializzati, oppure come libero professionista.

I contratti da dipendenti per un arredatore d'interni prevedono in media uno stipendio di 1200 euro al mese, a cui possono aggiungersi eventuali incentivi aziendali o percentuali sulla vendita di prodotti o servizi correlati all'arredamento. Si tratta di una retribuzione inferiore rispetto a quella che può guadagnare un arredatore libero professionista, che può arrivare anche a 70-80.000 euro all'anno, ma che comporta anche maggiori rischi e responsabilità.

Inoltre, lo stipendio da dipendente include anche i contributi previdenziali e assicurativi, che sono invece a carico del libero professionista. In definitiva, la scelta tra il lavoro dipendente e quello autonomo dipende dalle preferenze personali e dalle opportunità offerte dal mercato.

Fonte: Lavoro e formazione

L'Italia assiste all'aumento del 56,2% del sistema arredamento

Il settore dell'arredamento di interni in Italia ha mostrato una forte resilienza.

La domanda di mobili, articoli tessili e decorazioni per la casa è stata sostenuta dalla necessità di rendere più confortevole e funzionale l'ambiente domestico, dove si sono svolte molte attività come lo smart working, la didattica a distanza e il relax. I dati elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo evidenziano una crescita significativa delle vendite del sistema arredamento nel primo semestre del 2021, sia sul mercato interno che su quello estero.

Rispetto allo stesso periodo del 2020, le vendite sono aumentate del 56,2%, con un recupero in particolare sul mercato italiano (+65%). Il confronto è positivo anche rispetto al 2019, con le vendite totali in crescita del 15,4%. L'export ha registrato un incremento del 43,2% rispetto al 2020 e del 5,7% rispetto al 2019, con i principali mercati di destinazione che sono Francia, Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Svizzera.

Fonte: Cribis

decoratore d

Il settore dell’interior design rappresenta il 5% del PIL

Il settore dell’interior design è una delle industrie più importanti e dinamiche del nostro paese, capace di esprimere qualità, artigianalità, tradizione ed eccellenza in tutto il mondo.

Secondo il Cresme, gli investimenti in edilizia cresceranno del 17,6% nel 2021 e del 6,6% nel 2022, grazie alla spinta dei lavori di rinnovo nel comparto residenziale e delle nuove opere pubbliche.

Le tendenze per il prossimo decennio vedono la casa come un’isola in cui praticare sport, lavorare, fruire di infotainment e decorazione immersiva. Per questo, saranno sempre più richiesti arredi in materiali antibatterici, sistemi di partizione degli spazi interni, soluzioni d’arredo studiate per la domotica e la connessione ad alta velocità.

Il settore dell’interior design ha però anche delle sfide da affrontare, come la capacità di produzione, di progettazione, di innovazione e di digitalizzazione. Inoltre, la politica economica ha un ruolo cruciale nel sostenere la domanda e l’offerta di questo comparto, attraverso incentivi fiscali, opere pubbliche e rigenerazione urbana. Una legge di bilancio restrittiva potrebbe infatti frenare la crescita del settore nel 2023, mentre una manovra conservativa potrebbe confermare lo scenario espansivo.

Fonte: Naxa

Il macrosistema arredamento e illuminazione ha registrato un aumento dell'11%

Il macrosistema arredamento e illuminazione comprende i comparti dell'arredamento per la casa, dell'arredamento per l'ufficio, dell'illuminazione e dei complementi d'arredo.

Si tratta di un settore strategico per l'economia italiana, che esprime qualità, artigianalità, tradizione ed eccellenza in tutto il mondo. Secondo i dati preconsuntivi elaborati dal Centro Studi FederlegnoArredo, il fatturato di questo macrosistema ha raggiunto nel 2021 oltre 26 miliardi di euro, con un incremento dell'11% rispetto al 2019. La crescita del macrosistema arredamento e illuminazione è stata sostenuta sia dalla domanda interna che da quella estera.

Sul mercato italiano, le vendite hanno registrato un aumento del +12,8% sul 2019, grazie all'efficacia delle agevolazioni fiscali e alla centralità che ha assunto la casa nella vita degli italiani durante la pandemia. Sul mercato estero, le esportazioni hanno raggiunto un saldo commerciale attivo di 9,3 miliardi di euro, in crescita del +19,7% sul 2020 e del +9,3% sul 2019.

Fonte: Calicant

Il fatturato del legno arredo è aumentato dell'1,4%

Il settore del legno arredo italiano ha chiuso il 2021 con una forte crescita rispetto al 2020 e al 2019, grazie alla ripresa del mercato interno e delle esportazioni.

Secondo i dati elaborati dal centro studi di FederlegnoArredo, il fatturato alla produzione dell'intera filiera è stato di 49,3 miliardi di euro, con un aumento del 25,5% sul 2020 e del 14% sul 2019.

La crescita ha riguardato sia il macrosistema arredamento e illuminazione, che ha registrato un fatturato di 26 miliardi di euro, con una variazione del +21,7% sul 2020 e del +10,7% sul 2019, sia il macrosistema legno, che ha sfiorato i 20 miliardi di euro, con un incremento del +29,3% sul 2020 e del +16,8% sul 2019. Tra i comparti più dinamici si sono distinti quelli legati al settore residenziale, spinti dai bonus edilizi messi in campo dal governo.

Le esportazioni hanno rappresentato il 37% del fatturato totale e hanno raggiunto un valore di oltre 18 miliardi di euro, con un aumento del 20,6% sul 2020 e del 7,3% sul 2019. I principali mercati di destinazione sono stati la Francia, la Germania e gli Stati Uniti, mentre la Russia ha registrato un calo del 4,5% sul 2019. Il saldo commerciale è stato positivo per 8,2 miliardi di euro.

Fonte: Calicant

Altri grandi articoli

Il business plan per un decoratore d'interni