Questo articolo è stato scritto dal nostro esperto che sta analizzando il settore e aggiornando costantemente il nostro business plan per un progetto di rosticceria.
Aprire una rosticceria richiede un investimento iniziale che va dai 30.000 ai 40.000 euro per un avvio sostenibile.
Fortunatamente, esistono numerose opzioni di finanziamento pubblico e privato che possono ridurre drasticamente l'investimento iniziale, permettendo anche di avviare l'attività senza capitali propri.
Se vuoi davvero partire con il piede giusto, scarica il nostro business plan completo per aprire la tua rosticceria.
Questa guida completa ti fornisce tutte le informazioni necessarie per finanziare la tua rosticceria.
Dalla valutazione del budget minimo ai finanziamenti pubblici e privati disponibili, fino alle strategie per avviare senza capitali propri.
Tipo di Finanziamento | Importo | Destinatari | Caratteristiche |
---|---|---|---|
ON - Oltre Nuove Imprese | Fino al 90% spese | Giovani under 35, donne | Tasso zero + fondo perduto |
Resto al Sud | Fino al 100% spese | Under 56 nel Mezzogiorno | Parte fondo perduto, parte agevolato |
Fondo Eccellenze Gastronomia | Max 30.000€ | Nuove imprese ristorazione | 70% fondo perduto |
Microcredito Imprenditoriale | 75.000-100.000€ | Tutti | Senza garanzie tradizionali |
Bandi Regionali | Variabile | Residenti regione | Contributi e finanziamenti agevolati |
Franchising | Variabile | Nuovi affiliati | Finanziamento diretto casa madre |
Prestiti Bancari | Secondo progetto | Con garanzie | Tassi di mercato |

Qual è il budget minimo necessario per avviare una rosticceria?
Per avviare una rosticceria in modo sostenibile ma con risorse ridotte, il budget minimo si aggira tra 30.000 e 40.000 euro.
Questa cifra copre gli elementi essenziali: affitto di un locale di 30-40 mq, attrezzature di base come forno per spiedo e banco refrigerato, licenze obbligatorie (SCIA, HACCP, SAB), prime forniture e marketing iniziale. Optando per attrezzature usate e un menu limitato, è possibile contenere ulteriormente i costi.
In alternativa, si può valutare l'avvio tramite food truck o corner all'interno di mercati, riducendo significativamente l'investimento iniziale. Questo è proprio uno degli aspetti che approfondiamo nel nostro business plan completo per aprire la tua rosticceria.
Con una strategia mirata e l'utilizzo di finanziamenti pubblici, è possibile ridurre l'investimento personale fino all'80-90% del totale richiesto.
Quale setup minimo serve per iniziare subito l'attività?
Il setup minimo indispensabile comprende un locale di almeno 30-40 mq con impianti a norma e spazi separati per preparazione, stoccaggio e vendita.
Le attrezzature essenziali includono: forno per cottura alla spiedo, frigorifero, banco refrigerato, piano lavoro in acciaio inox, lavello, cappa aspirante, registratore di cassa e piccoli utensili. Queste rappresentano l'investimento principale, stimabile tra 15.000 e 20.000 euro per attrezzature nuove.
Sul fronte burocratico, sono obbligatori: SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), iscrizione alla Camera di Commercio, certificazione HACCP, autorizzazione SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande) ed eventuali permessi ASL specifici. I costi amministrativi si aggirano intorno ai 2.000-3.000 euro.
Per il marketing iniziale, bastano presenza sui social media, insegna visibile e materiale promozionale di base, con un investimento di 1.000-2.000 euro.
Quali sono i finanziamenti pubblici disponibili per aprire una rosticceria?
Finanziamento | Gestione | Copertura | Destinatari |
---|---|---|---|
ON - Oltre Nuove Imprese | Invitalia | Fino al 90% spese | Giovani under 35, donne |
Resto al Sud | Invitalia | Fino al 100% spese | Under 56 nel Mezzogiorno |
Fondo Eccellenze Gastronomia | Ministero | 70% max 30.000€ | Nuove imprese ristorazione |
Bandi Regionali Lombardia | Regione | Variabile | Residenti Lombardia |
Bandi Regionali Piemonte | Regione | Variabile | Residenti Piemonte |
Bandi Regionali Emilia-R. | Regione | Variabile | Residenti Emilia-Romagna |
Bandi Regionali Toscana | Regione | Variabile | Residenti Toscana |
Quali requisiti servono per accedere ai finanziamenti pubblici?
Per accedere ai finanziamenti pubblici è indispensabile presentare un business plan dettagliato e sostenibile che dimostri la fattibilità economica del progetto.
I requisiti anagrafici variano: molte misure richiedono limiti di età (under 35 per ON, under 56 per Resto al Sud), mentre alcune sono riservate a specifiche categorie come donne, disoccupati o residenti in determinate regioni. La residenza è particolarmente importante per i bandi regionali.
Sul piano aziendale, è necessario: codice ATECO corretto (56.10.11 per ristorazione con somministrazione), regolarità fiscale e contributiva, investimenti programmati solo dopo la presentazione della domanda. Spesso sono esclusi acquisti usati o spese non adeguatamente documentate.
La documentazione deve essere completa e precisa, includendo preventivi, autorizzazioni preliminari e dichiarazioni di conformità degli investimenti previsti.
Esistono finanziamenti specifici per giovani e disoccupati?
Sì, esistono diverse misure specificamente dedicate a giovani imprenditori e disoccupati che vogliono aprire una rosticceria.
- ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero: destinato a giovani under 35 e donne, offre finanziamento misto (parte a tasso zero, parte a fondo perduto) fino al 90% delle spese ammissibili
- Resto al Sud: per under 56 residenti nel Mezzogiorno, copre fino al 100% degli investimenti con formula mista fondo perduto e finanziamento agevolato
- Fondo Eccellenze Gastronomia: prevede incentivi aggiuntivi per l'assunzione di giovani diplomati under 30 nel settore alimentare
- Bonus Giovani 2025: incentivi specifici per favorire l'occupazione giovanile nel settore turistico e della ristorazione
- Garanzia Giovani: programma europeo che facilita l'accesso al credito per under 30 non occupati
Quali finanziamenti privati sono più adatti per una rosticceria?
Il microcredito imprenditoriale rappresenta l'opzione privata più accessibile, con importi fino a 75.000-100.000 euro senza richiesta di garanzie tradizionali.
I prestiti bancari classici offrono importi più elevati ma richiedono garanzie personali o patrimoniali. Le banche spesso valutano positivamente progetti nel settore della ristorazione se supportati da business plan solidi e previsioni di cash flow realistiche.
Il franchising rappresenta un'alternativa interessante: molte catene offrono formule di finanziamento diretto o rateizzazione degli investimenti iniziali, spesso senza interessi per i primi anni. Questo è proprio uno degli aspetti che approfondiamo nel nostro business plan completo per aprire la tua rosticceria.
Altre opzioni includono business angel, soci finanziatori e crowdfunding, anche se quest'ultimo richiede capacità promozionali e non garantisce il successo della raccolta fondi.
Come avviare una rosticceria senza investire capitali propri?
Esistono diverse strategie per avviare una rosticceria senza investire capitali propri, sfruttando principalmente finanziamenti a copertura totale e partnership.
- Franchising con finanziamento totale: alcune catene finanziano completamente l'investimento iniziale in cambio di royalties future
- Resto al Sud: copre fino al 100% degli investimenti per under 56 nel Mezzogiorno
- Combinazione di finanziamenti pubblici: utilizzando più bandi contemporaneamente per raggiungere la copertura totale
- Partnership societarie: trovare soci che investano capitale in cambio di quote societarie
- Crowdfunding: raccolta fondi online attraverso piattaforme specializzate
- Business angel: investitori privati interessati al progetto
- Leasing operativo: noleggio a lungo termine di attrezzature senza anticipo
Quali spese si possono rinviare per ridurre l'investimento iniziale?
Molte spese non essenziali possono essere rinviate per ridurre significativamente l'investimento iniziale e accelerare l'apertura.
Il design e l'arredo non essenziale possono essere rimandati: è meglio puntare sulla funzionalità iniziale e programmare eventuali restyling dopo i primi incassi. Anche il marketing avanzato può essere sostituito con strategie low-cost come social media e promozione locale.
L'assunzione di personale può essere rimandata gestendo inizialmente l'attività in famiglia o da soli. I macchinari accessori non indispensabili possono essere acquistati in seguito, valutando anche l'usato per contenere i costi.
Servizi aggiuntivi come delivery, catering per eventi o vendita online possono essere sviluppati successivamente una volta consolidata l'attività base.
Come strutturare un piano per aprire in 30 giorni senza capitali?
Un piano operativo per aprire una rosticceria in 30 giorni senza capitali richiede un approccio aggressivo e focalizzato su modelli low-cost.
- Giorni 1-5: Scelta del modello (corner, food truck, temporary store), ricerca location economiche
- Giorni 6-10: Presentazione domande di finanziamento urgenti, contatto con potenziali soci o investitori
- Giorni 11-15: Definizione business plan snello focalizzato su cash flow immediato e break-even rapido
- Giorni 16-20: Accordi con fornitori per pagamenti dilazionati o conto vendita
- Giorni 21-25: Setup marketing online, creazione profili social, pre-lancio promozionale
- Giorni 26-30: Finalizzazione setup minimo, focus su asporto e delivery per incassi immediati
Quali sono i pro e contro delle diverse opzioni di finanziamento?
Opzione | Pro | Contro |
---|---|---|
Fondo perduto | Non va restituito, riduce rischio imprenditoriale | Bandi competitivi, requisiti stringenti, tempi lunghi |
Finanziamento agevolato | Tassi bassi, rate sostenibili, importi elevati | Va restituito, iter burocratico complesso |
Microcredito | Accessibile senza garanzie, tempi rapidi | Importo limitato, tassi più alti del fondo perduto |
Franchising | Supporto del brand, finanziamento incluso, formazione | Royalties continue, minore autonomia gestionale |
Crowdfunding | Nessun debito, test del mercato, visibilità | Successo non garantito, tempi incerti |
Prestito bancario | Importi elevati, flessibilità d'uso | Richiede garanzie, rischio personale elevato |
Business angel | Capitale + consulenza, network | Cessione quote societarie, ingerenza nelle decisioni |
Come valutare la propria idoneità per ottenere finanziamenti?
La valutazione dell'idoneità richiede un'analisi sia personale che aziendale per identificare le opzioni di finanziamento più adatte.
Sul piano personale, considera: età (molti bandi privilegiano under 35), residenza (importante per bandi regionali), eventuale status di disoccupato o categoria protetta, affidabilità creditizia (verifica Centrale Rischi), esperienza nel settore e competenze gestionali.
Sul piano aziendale, valuta: solidità del business plan, sostenibilità economica del progetto, chiarezza degli investimenti programmati, regolarità fiscale pregressa, rispetto dei requisiti tecnici (codice ATECO corretto, investimenti ammissibili). Questo è proprio uno degli aspetti che approfondiamo nel nostro business plan completo per aprire la tua rosticceria.
Un'autovalutazione onesta ti permetterà di focalizzare le energie sui finanziamenti con maggiori probabilità di successo, evitando di disperdere tempo in bandi inadatti al tuo profilo.
Quali sono le spese obbligatorie che non possono essere eliminate?
Alcune spese sono assolutamente obbligatorie per aprire legalmente e operativamente una rosticceria e non possono essere eliminate o rimandate.
- Affitto locale: canone per spazio fisso o mobile, deposito cauzionale
- Attrezzature di base: forno, frigorifero, banco refrigerato, cassa (anche usate, ma obbligatorie)
- Licenze e permessi: SCIA, HACCP, SAB, iscrizione Camera di Commercio, permessi ASL
- Assicurazioni obbligatorie: responsabilità civile, infortuni sul lavoro
- Forniture iniziali: ingredienti di base, packaging, materiali per l'igiene
- Spese amministrative: commercialista, eventuale SIAE per diffusione musicale
- Utenze: allacciamento e depositi per luce, acqua, gas
- Contributi previdenziali: INPS e INAIL per titolare e dipendenti
Conclusione
Aprire una rosticceria con un budget limitato è perfettamente possibile sfruttando le numerose opportunità di finanziamento disponibili. La chiave del successo sta nell'identificare la combinazione ottimale di finanziamenti pubblici e privati adatta al proprio profilo e progetto imprenditoriale. Con una strategia ben pianificata, è possibile ridurre drasticamente l'investimento personale e avviare l'attività anche senza capitali propri.
Questo articolo ha uno scopo puramente informativo e non deve essere interpretato come una consulenza finanziaria. Si consiglia ai lettori di rivolgersi a un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento. Decliniamo ogni responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni fornite.
Aprire una rosticceria rappresenta un'opportunità interessante nel settore della ristorazione, soprattutto considerando la crescente domanda di cibi pronti di qualità.
La combinazione di finanziamenti pubblici e strategie low-cost può rendere questo progetto accessibile anche a chi ha budget limitati, purché si proceda con un piano ben strutturato.
Fonti
- Il Mio Business Plan - Budget Rosticceria
- Aprire in Franchising - Costi e Finanziamenti
- BSness - Budget Rosticceria
- InfoPerte - Come Aprire una Rosticceria
- BSness - Agevolazioni Rosticceria
- Commercialista Telematico - Fondo Perduto Ristorazione
- Intesa Sanpaolo - Resto al Sud
- Microcredito Imprese
- Shopify - Aprire Attività Senza Soldi
- Fondamentis - Fondo Eccellenze