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Qual è il costo del franchising supermercati?

Questo articolo è stato scritto dal nostro esperto che sta analizzando il settore e aggiornando costantemente il nostro business plan per un progetto di minimarket.

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Aprire un supermercato in franchising richiede un investimento significativo che varia tra 50.000 e oltre 500.000 euro.

I costi includono fee di ingresso, ristrutturazione, arredi e scorte iniziali, mentre i tempi di ammortamento si aggirano sui 12-18 mesi. La scelta del marchio e della location influenza drasticamente sia l'investimento iniziale che la redditività futura del punto vendita.

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Sommario

I costi per aprire un supermercato in franchising dipendono dalle dimensioni del punto vendita e dal posizionamento del brand.

Gli investimenti iniziali più consistenti riguardano l'allestimento del locale, mentre i costi ricorrenti incidono sulla redditività operativa annuale.

Voce di costo Importo minimo Importo massimo
Investimento iniziale totale 50.000 € 500.000 €
Fee di ingresso 10.000 € 30.000 €
Arredi e attrezzature 50.000 € 100.000 €
Scorte iniziali 20.000 € 50.000 €
Royalty annue 2% fatturato 5% fatturato
Superficie minima richiesta 800 mq 1.100 mq
Tempo di break-even 12 mesi 18 mesi

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Quali sono i costi iniziali medi per aprire un supermercato in franchising?

L'investimento iniziale per aprire un supermercato in franchising varia drasticamente tra 50.000 e oltre 500.000 euro, a seconda delle dimensioni e del brand scelto.

La fee di ingresso rappresenta solitamente tra 10.000 e 30.000 euro, mentre alcuni franchisor la assorbono nella prima fornitura di merce. I costi di ristrutturazione dipendono dallo stato dell'immobile e possono oscillare da decine di migliaia a centinaia di migliaia di euro.

Gli arredi e le attrezzature richiedono un investimento tra 50.000 e 100.000 euro per scaffalature, frigoriferi, casse e sistemi di sicurezza. Le scorte iniziali variano da 20.000 euro per un piccolo supermercato fino a oltre 50.000 euro per dimensioni maggiori.

Per marchi premium e location strategiche, l'investimento complessivo può raggiungere cifre considerevolmente più elevate.

Qual è la fee di affiliazione e cosa include esattamente?

La fee di affiliazione oscilla tipicamente tra 10.000 e 30.000 euro come pagamento una tantum, ma varia significativamente in base al prestigio del brand.

Questo importo include la formazione iniziale completa e l'affiancamento operativo durante le prime settimane di attività. Il pacchetto comprende anche il supporto marketing per il lancio, i manuali operativi standardizzati e il trasferimento del know-how aziendale.

L'esclusiva territoriale viene spesso garantita, insieme al software gestionale proprietario e all'assistenza tecnica continuativa. Il franchisor fornisce inoltre supporto specializzato nell'allestimento del punto vendita secondo gli standard del brand.

Alcuni marchi offrono programmi di formazione avanzata e aggiornamenti periodici inclusi nella fee iniziale.

Quanto costa mantenere attivo il franchising ogni anno?

I costi annuali ricorrenti si compongono principalmente di royalty che variano dal 2% al 5% del fatturato annuo, oppure di un canone fisso mensile.

I contributi pubblicitari rappresentano una voce significativa, oscillando tra 1.000 e 5.000 euro all'anno o una percentuale del fatturato destinata al marketing centralizzato. Questi fondi finanziano campagne promozionali nazionali e locali coordinate dal franchisor.

Altri canoni ricorrenti possono includere fee per aggiornamenti software, supporto tecnico continuativo, formazione avanzata del personale e consulenza operativa specializzata. Il sistema di reporting mensile e la gestione centralizzata degli ordini comportano spesso costi aggiuntivi.

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Quali sono i requisiti minimi di superficie e ubicazione?

I supermercati di media e grande dimensione richiedono tipicamente una superficie minima tra 800 e 1.100 metri quadri di area vendita, più spazi per magazzino e servizi.

L'ubicazione preferenziale comprende zone centrali ad alta densità abitativa, centri commerciali consolidati o aree con forte passaggio pedonale e automobilistico. I franchisor valutano attentamente la concorrenza locale e il bacino d'utenza potenziale.

I locali inferiori a 250 metri quadri beneficiano di un iter burocratico semplificato, ma limitano significativamente l'offerta merceologica e il potenziale di fatturato. La visibilità dalla strada e la facilità di parcheggio costituiscono fattori determinanti nella valutazione della location.

Molti franchisor forniscono consulenza specializzata per la valutazione del sito e l'analisi di fattibilità commerciale.

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Esiste un capitale minimo richiesto e quali garanzie finanziarie servono?

Il capitale proprio richiesto si attesta solitamente tra 20.000 e 50.000 euro, mentre la parte restante dell'investimento può essere coperta tramite finanziamenti bancari o leasing operativo.

I franchisor richiedono la presentazione di un business plan dettagliato, garanzie personali o fideiussioni bancarie per accedere al sistema di affiliazione. La solidità finanziaria del candidato viene valutata attraverso l'analisi del patrimonio personale e della capacità di indebitamento.

I consorzi di garanzia (Confidi) facilitano l'accesso al credito bancario, riducendo le garanzie richieste e migliorando le condizioni di finanziamento. Molte regioni offrono bandi specifici per nuove aperture commerciali con contributi a fondo perduto.

L'esperienza pregressa nel settore retail o la partecipazione a programmi di formazione specializzata possono influenzare positivamente la valutazione del franchisor.

Quanto costa assumere e formare il personale necessario?

Il costo del personale dipende dal Contratto Collettivo Nazionale del Commercio, dal numero di dipendenti e dalla regione di riferimento.

Un dipendente part-time costa mediamente 800 euro mensili, mentre un full-time richiede circa 1.300-1.500 euro mensili considerando stipendio, contributi e oneri accessori. La formazione iniziale viene spesso inclusa nella fee del franchisor, con supporto operativo e manuali standardizzati.

La formazione continuativa rimane generalmente a carico del franchisee, ma beneficia del supporto tecnico del franchisor attraverso programmi strutturati e aggiornamenti periodici. I costi di selezione e inserimento del personale rappresentano una voce aggiuntiva da considerare.

Molti franchisor offrono piattaforme e-learning per la formazione continua del team, riducendo i costi di trasferta e ottimizzando i tempi di apprendimento.

Quali sono i margini di guadagno e i tempi per il break-even?

Il margine lordo sui prodotti venduti si attesta tipicamente tra il 20% e il 30%, mentre il margine netto dopo le spese operative oscilla tra il 5% e il 10%.

Il break-even viene generalmente raggiunto tra 12 e 18 mesi dall'apertura, a condizione di una gestione efficiente e di una location strategica. I primi mesi richiedono particolare attenzione alla gestione del magazzino e all'ottimizzazione del mix merceologico.

La fidelizzazione della clientela e lo sviluppo di servizi aggiuntivi contribuiscono significativamente al miglioramento della redditività nel medio termine. L'esperienza del franchisor nella gestione delle scorte e nelle strategie promozionali accelera il raggiungimento della profittabilità.

Le performance economiche variano considerevolmente in base alla stagionalità, alle caratteristiche demografiche del territorio e alla concorrenza locale.

Qual è il fatturato annuo medio e le spese operative fisse mensili?

Tipologia supermercato Fatturato annuo Spese operative mensili
Piccolo supermercato 100.000 - 300.000 € 7.800 - 10.000 €
Medio supermercato 300.000 - 700.000 € 12.000 - 18.000 €
Grande supermercato Oltre 1.000.000 € 25.000 - 35.000 €
Affitto mensile 1.200 € (piccolo) 3.500 € (grande)
Costo personale 800 - 3.000 € 5.000 - 15.000 €
Fornitori (scorte) 5.000 € 20.000 €
Utenze mensili 400 € 1.200 €
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Quali sono i tempi medi di apertura?

Dalla firma del contratto di franchising all'inaugurazione del punto vendita trascorrono generalmente tra 3 e 6 mesi, a seconda della complessità della ristrutturazione e dell'iter burocratico.

La fase autorizzativa può richiedere 1-2 mesi per ottenere tutte le licenze necessarie, incluse autorizzazioni comunali, sanitarie e commerciali. I lavori di ristrutturazione e allestimento occupano solitamente 2-3 mesi, considerando progettazione, esecuzione e collaudi.

La formazione del personale e l'avvio operativo richiedono ulteriori 2-4 settimane, durante le quali si perfezionano le procedure operative e si testano tutti i sistemi. Il franchisor coordina generalmente l'intero processo fornendo timeline dettagliate e supporto logistico.

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Quanto costa la campagna pubblicitaria di lancio e chi la gestisce?

La campagna pubblicitaria di lancio richiede un investimento tra 1.000 e 5.000 euro, variabile in base alle dimensioni del punto vendita e alle caratteristiche del territorio.

La gestione viene spesso coordinata dal franchisor che fornisce materiali standardizzati e strategie promozionali testate, mentre i costi possono essere condivisi o interamente a carico del franchisee. Le attività includono volantinaggio, pubblicità sui media locali e promozioni di apertura.

Il marketing digitale assume crescente importanza, con investimenti in social media, Google Ads e piattaforme di delivery online. Il franchisor fornisce generalmente template grafici, contenuti promozionali e linee guida per mantenere la coerenza del brand.

L'efficacia della campagna di lancio influenza significativamente il successo dei primi mesi di attività e la velocità di acquisizione della clientela locale.

Esistono incentivi, finanziamenti o agevolazioni fiscali disponibili?

  • Bandi regionali e nazionali con contributi a fondo perduto per nuove aperture commerciali
  • Prestiti agevolati attraverso consorzi di garanzia (Confidi) con tassi di interesse ridotti
  • Agevolazioni fiscali per giovani imprenditori under 35 e imprenditoria femminile
  • Riduzioni su imposte locali (TARI, IMU) in alcune zone e per determinati periodi
  • Incentivi regionali per aperture in aree svantaggiate o centri storici
  • Finanziamenti europei per progetti di innovazione nel retail e sostenibilità ambientale
  • Convenzioni bancarie specifiche per il settore franchising con condizioni preferenziali

Cosa succede in caso di chiusura anticipata, fallimento o rivendita?

Il contratto di franchising prevede generalmente clausole specifiche per la gestione di chiusura anticipata, con possibili penali o restituzione parziale dei contributi versati.

In caso di fallimento, il franchisor può esercitare il diritto di subentrare nella gestione del punto vendita o facilitare il passaggio a un nuovo affiliato qualificato. Le procedure di liquidazione seguono le normative fallimentari standard, ma il brand mantiene controllo sulla destinazione d'uso del locale.

La rivendita dell'attività rimane subordinata all'approvazione del franchisor, che spesso esercita diritto di prelazione o pone condizioni specifiche sulla cessione. Il nuovo acquirente deve soddisfare i requisiti di affiliazione e accettare le condizioni contrattuali vigenti.

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Conclusione

Questo articolo ha uno scopo puramente informativo e non deve essere interpretato come una consulenza finanziaria. Si consiglia ai lettori di rivolgersi a un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento. Decliniamo ogni responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni fornite.

Fonti

  1. InfoFranchising - Aprire un supermercato: guida completa
  2. BSness - Quanto costa aprire un supermercato
  3. JobTech - Come aprire un supermercato
  4. Legale Franchisee - Entry fees e royalties
  5. Diritto.it - Il contratto di franchising
  6. MD Spa - Franchising
  7. Lavoro Franchising - Franchising supermercati
  8. SumUp - Aprire un piccolo negozio alimentari
  9. BSness - Quanto guadagna un negozio di alimentari
  10. Il Mio Business Plan - Convenienza minimarket
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