Questo articolo è stato scritto dal nostro esperto che sta analizzando il settore e aggiornando costantemente il nostro business plan per un progetto di caffetteria.
Il mercato del caffè in Italia vale oltre 5 miliardi di euro e rappresenta uno dei settori più stabili e redditizi dell'economia italiana.
Se stai pensando di aprire una caffetteria, è fondamentale conoscere i dati più aggiornati su consumi, prezzi e tendenze del settore per costruire un progetto solido e competitivo. Il mercato offre ancora opportunità interessanti, soprattutto nel segmento premium e nel monoporzionato.
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Il mercato del caffè in Italia nel 2025 vale circa 5,2 miliardi di euro e mostra una crescita costante trainata dall'innovazione e dalla diversificazione dell'offerta.
I consumatori italiani bevono 327 milioni di kg di caffè all'anno, con il segmento monoporzionato che cresce rapidamente e rappresenta già il 16,2% delle vendite nella grande distribuzione.
Indicatore | Valore 2025 | Trend |
---|---|---|
Fatturato totale mercato | 5,2 miliardi € | +3,31% annuo |
Consumo annuo caffè verde | 327 milioni kg | -6,85% vs 2022 |
Quota cialde/capsule (GDO) | 16,2% | +18,8% crescita |
Numero bar attivi | 127.667 | -18.378 saldo netto |
Prezzo medio espresso | 1,22 € | +19% vs 2021 |
Export caffè torrefatto | 2,259 miliardi € | +6,8% vs 2022 |
Previsione mercato 2030 | 6,13 miliardi € | +3,31% CAGR |

Quanto vale il mercato del caffè in Italia in termini di fatturato?
Il mercato del caffè in Italia vale attualmente 5,2 miliardi di euro all'anno.
Questo fatturato si divide in 2,9 miliardi di euro per le vendite sul mercato interno e 2,3 miliardi di euro derivanti dall'export. Le previsioni indicano una crescita costante fino a raggiungere 6,13 miliardi di euro nel 2030, con un tasso di crescita annuo del 3,31%.
Il settore dimostra una solidità notevole nonostante le pressioni inflazionistiche degli ultimi anni. L'export rappresenta una componente sempre più importante, con il caffè torrefatto italiano che continua a conquistare mercati internazionali.
Per chi vuole entrare nel settore, questi numeri confermano la stabilità e le potenzialità di crescita del mercato italiano del caffè.
Quanti chilogrammi di caffè vengono consumati annualmente in Italia?
In Italia si consumano 327 milioni di chilogrammi di caffè verde equivalente all'anno.
Convertendo in caffè torrefatto, considerando una perdita del 20% nel processo di tostatura, il consumo interno si attesta tra 260 e 280 milioni di kg. Il consumo pro capite è di circa 5,5 kg annui per ogni italiano.
Nel 2023 si è registrato un calo del 6,85% rispetto ai 351 milioni di kg del 2022. Questa diminuzione è principalmente dovuta alle pressioni inflazionistiche che hanno spinto i consumatori a ridurre i volumi acquistati.
La tendenza mostra una ripresa post-pandemia seguita da una nuova flessione legata all'aumento dei prezzi, ma le previsioni indicano una stabilizzazione dei consumi nei prossimi anni.
Che quota di mercato hanno cialde e capsule rispetto al caffè tradizionale?
Cialde e capsule rappresentano il 16,2% delle vendite nella grande distribuzione e costituiscono il segmento più dinamico del mercato.
Il caffè macinato in sacchetti mantiene ancora la leadership con il 73,6% dei volumi totali venduti nella GDO. Tuttavia, il segmento monoporzionato ha registrato una crescita impressionante del 18,8% tra il 2020 e il 2021.
Gli altri formati come caffè in grani e solubile hanno quote di mercato meno rilevanti. La crescita delle cialde e capsule è trainata dalla comodità d'uso, dalla qualità costante e dall'innovazione nelle varietà disponibili.
Questo trend rappresenta un'opportunità importante per le caffetterie che vogliono differenziare l'offerta e intercettare la domanda di praticità dei consumatori moderni.
Quanti bar e caffetterie operano in Italia e qual è il tasso di apertura?
Tipologia | Numero attività | Variazione annua |
---|---|---|
Bar | 127.667 | In calo |
Ristoranti | 195.670 | Stabile |
Totale ristorazione | 327.850 | -18.378 saldo netto |
Nuove aperture 2024 | 10.719 | - |
Cessazioni 2024 | 29.097 | - |
Tasso sopravvivenza 5 anni | 53% | Stabile |
Chiusure entro 5 anni | 47% | Critico |
Chi sono i principali operatori del mercato del caffè italiano?
Lavazza domina il mercato italiano con una quota del 36%, seguita da altri player importanti come Kimbo, Nespresso e Caffè Borbone.
Kimbo detiene il 13% del mercato retail specifico, mentre Nespresso (gruppo Nestlé) è leader nel segmento monoporzionato premium con un fatturato annuo di oltre 300 milioni di euro in Italia. Caffè Borbone ha registrato ricavi di 334,5 milioni di euro nel 2024, con una crescita dell'11,4%.
I primi cinque gruppi controllano oltre la metà del mercato italiano, dimostrando una concentrazione significativa del settore. Tuttavia, esistono ancora spazi per operatori regionali e di nicchia che puntano su qualità e specializzazione.
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Quali sono i principali canali di vendita del caffè e quelli in crescita?
I canali di vendita principali sono la Grande Distribuzione Organizzata, il settore Ho.Re.Ca. (bar e ristoranti), le vending machine e l'e-commerce.
La GDO rappresenta il principale canale retail ed è in crescita grazie a promozioni aggressive e allo sviluppo delle private label. Il settore Ho.Re.Ca. rimane importante per il consumo fuori casa, rappresentando circa il 29% dei volumi ma una quota maggiore a valore.
Le vending machine sono rilevanti soprattutto negli uffici e luoghi pubblici. L'e-commerce sta crescendo rapidamente, accelerato dalla pandemia e dalla diffusione delle capsule compatibili.
Il segmento monoporzionato (cialde e capsule) è il più dinamico in tutti i canali, con una crescita costante che offre opportunità interessanti per i nuovi operatori del settore.
Quanto costa in media un caffè al bar nelle diverse regioni?
Il prezzo medio di un caffè espresso in Italia è di 1,22 euro, con aumenti del 19% rispetto al 2021.
Le città più care sono Bolzano (1,43 euro), Trento, Pescara e Trieste (intorno a 1,34 euro), mentre Catanzaro risulta la più economica con meno di 1 euro per tazzina. Queste differenze riflettono le diverse condizioni economiche locali e i costi operativi variabili.
L'aumento dei prezzi è stato necessario per compensare l'inflazione delle materie prime e dei costi energetici. Tuttavia, il caffè rimane uno dei consumi più accessibili per gli italiani.
Per una caffetteria, il prezzo del caffè rappresenta un elemento strategico fondamentale che deve bilanciare competitività e redditività.
Quali sono i margini di profitto nel settore del caffè?
I margini variano significativamente lungo la filiera: dal 3% al 30% per i distributori e fino al 60% per i dettaglianti.
Un distributore può aspettarsi margini tra il 3% e il 30% del prezzo di vendita, mentre i dettaglianti possono raggiungere margini fino al 60%, soprattutto nei canali premium e nel monoporzionato. I margini più elevati si registrano nelle caffetterie specializzate e nei prodotti di alta gamma.
Il settore del caffè offre ancora buone opportunità di redditività, specialmente per chi sa posizionarsi correttamente sul mercato. I margini dipendono fortemente dal tipo di prodotto, dal canale di vendita e dalla capacità di creare valore aggiunto.
La gestione dei costi e l'ottimizzazione delle forniture sono elementi cruciali per mantenere margini sostenibili in un mercato competitivo.
Come percepiscono i consumatori il caffè biologico e specialty?
I consumatori italiani mostrano un interesse crescente per caffè biologico, fair trade e proveniente da filiere etiche, anche se rimane ancora un mercato di nicchia.
La scelta di questi prodotti è motivata da ragioni etiche, ambientali e di salute, con una domanda crescente di trasparenza e tracciabilità. I consumatori più giovani e urbani sono particolarmente sensibili a questi temi.
Il caffè specialty e biologico sta guadagnando terreno, soprattutto nelle città e tra i consumatori con maggiore disponibilità economica. Tuttavia, il prezzo rimane ancora un ostacolo per una diffusione più ampia.
Per le caffetterie, offrire opzioni biologiche e specialty può rappresentare un fattore di differenziazione importante e attrarre una clientela disposta a pagare prezzi premium per qualità e sostenibilità.
Ci sono normative o incentivi che influenzano il mercato del caffè?
Sono attive iniziative per la sostenibilità ambientale e la gestione dei rifiuti, come il progetto RiVending per l'economia circolare.
Le aziende devono implementare soluzioni sostenibili in linea con le direttive UE per accedere a incentivi fiscali come il credito d'imposta Transizione 5.0. Queste normative spingono verso pratiche più ecologiche nella produzione e distribuzione.
La gestione degli imballaggi e dei rifiuti da capsule e cialde è diventata una priorità, con nuove regolamentazioni che incentivano il riciclo e l'uso di materiali biodegradabili.
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Qual è l'impatto dell'import/export sul mercato italiano?
L'Italia importa caffè verde principalmente da Brasile (31%), Vietnam (23%), Uganda (15%), India (8%) e Indonesia (3%).
L'export di caffè torrefatto ha raggiunto 2,259 miliardi di euro nel 2023, con una crescita del 6,8% rispetto al 2022. Questo rappresenta oltre il 3% dell'export agroalimentare italiano totale.
I principali mercati di destinazione sono i Paesi europei (60%), seguiti da USA, UK, Australia, Russia e Canada. Il caffè italiano è apprezzato per la qualità della tostatura e delle miscele.
L'equilibrio tra import di materie prime ed export di prodotti finiti dimostra la capacità dell'industria italiana di creare valore aggiunto e competere sui mercati internazionali.
Quali sono le previsioni di crescita del mercato nei prossimi anni?
Il mercato del caffè in Italia è previsto in crescita costante fino a 6,13 miliardi di euro nel 2030, con un CAGR del 3,31%.
Le principali fonti di settore prevedono una crescita moderata ma stabile, trainata dall'innovazione di prodotto, dalla diversificazione dell'offerta e dalla crescente attenzione alla sostenibilità. Il segmento monoporzionato continuerà a crescere più rapidamente del mercato tradizionale.
L'export rimarrà un motore importante di crescita, sostenuto dalla reputazione del caffè italiano nel mondo. Gli investimenti in tecnologia e nella qualificazione dell'offerta saranno determinanti per mantenere la competitività.
Per le nuove caffetterie, questo scenario offre opportunità interessanti, soprattutto per chi saprà intercettare le tendenze emergenti come sostenibilità, personalizzazione e experience premium.
Conclusione
Il mercato del caffè in Italia offre ancora buone opportunità per chi vuole aprire una caffetteria, nonostante la concorrenza e le sfide del settore. Con un valore di 5,2 miliardi di euro e previsioni di crescita fino a 6,13 miliardi nel 2030, il settore dimostra solidità e potenziale di sviluppo. I dati mostrano che il successo dipende da una strategia ben definita, dalla comprensione delle dinamiche locali e dalla capacità di differenziarsi in un mercato maturo ma in evoluzione.
Questo articolo ha uno scopo puramente informativo e non deve essere interpretato come una consulenza finanziaria. Si consiglia ai lettori di rivolgersi a un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento. Decliniamo ogni responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni fornite.
Il mercato del caffè in Italia presenta opportunità interessanti per gli imprenditori che sanno cogliere le tendenze emergenti e posizionarsi strategicamente.
La chiave del successo sta nel comprendere le dinamiche locali, ottimizzare i margini e offrire un'esperienza di qualità ai clienti sempre più esigenti.
Fonti
- Comunicaffé - Analisi Sigep 2025
- Business Coot - Studio mercato caffè Italia
- Beverfood - Report mercato caffè 2023
- Promositalia - Industria internazionale caffè
- FIPE - Rapporto Ristorazione 2025
- Beverfood - Scenario competitivo 2023
- Ufoodin - Top aziende caffè
- Mark-up - Caffè Borbone crescita
- Bologna Cronaca - Aumenti prezzo caffè 2025
- Exporteers - Margini distributori