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Come si calcola il fatturato?

Questo articolo è stato scritto dal nostro esperto che sta analizzando il settore e aggiornando costantemente i nostri strumenti per un progetto aziendale.

Tutti i nostri prospetti finanziari contengono un modello di previsione delle vendite.

Il calcolo del fatturato rappresenta uno degli aspetti fondamentali per ogni imprenditore che vuole gestire correttamente la propria attività. Comprendere come determinare questo valore è essenziale per prendere decisioni strategiche informate.

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Sommario

Il fatturato è il valore totale dei ricavi generati dalla vendita di beni o servizi in un periodo specifico, calcolato al netto dell'IVA e prima della deduzione dei costi.

Per determinarlo correttamente, è necessario considerare tutte le fonti di ricavo, consultare i documenti fiscali appropriati e evitare gli errori più comuni nel calcolo.

Aspetto Descrizione Elementi chiave
Definizione Ricavi totali da vendite e servizi Sempre al netto IVA
Formula base Prezzo unitario × Quantità + Altri ricavi Include tutti i ricavi operativi
Documenti necessari Registro IVA fatture emesse Fatture immediate e differite
Esclusioni IVA Calcolo sempre su imponibile Fondamentale per regime forfettario
Attività miste Aggregazione dati online + offline Software contabili consigliati
Errori comuni Includere IVA, ignorare resi Controllo documenti essenziale
Obiettivi primo anno €50.000-€100.000 per servizi Margine 30-40% realistico

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Che cos'è esattamente il fatturato e come si differenzia dal profitto?

Il fatturato rappresenta il totale dei ricavi generati da un'azienda attraverso la vendita di beni o servizi in un periodo specifico, sempre calcolato al netto dell'IVA e prima di dedurre qualsiasi costo.

La differenza fondamentale con il profitto è che quest'ultimo rappresenta ciò che rimane dopo aver sottratto tutte le spese dal fatturato. Se un'azienda ha €50.000 di vendite e €30.000 di costi, il fatturato sarà €50.000 mentre il profitto sarà €20.000.

Il fatturato misura esclusivamente il volume d'affari e la capacità commerciale dell'azienda, mentre il profitto indica l'effettiva redditività dopo aver considerato tutti i costi operativi, dalle materie prime agli stipendi del personale.

Questa distinzione è cruciale per gli imprenditori perché un alto fatturato non garantisce automaticamente un buon profitto se i costi non sono sotto controllo.

Quali sono le principali fonti di ricavo da includere nel calcolo del fatturato?

Le fonti di ricavo che compongono il fatturato includono tutti i proventi derivanti dall'attività caratteristica dell'azienda e dalle attività accessorie correlate.

Tipo di ricavo Descrizione Esempi pratici
Vendite di beni Ricavi da prodotti commercializzati Prodotti fisici, merci
Prestazioni di servizi Compensi per attività professionali Consulenze, assistenza tecnica
Affitti e royalties Proventi da proprietà o licenze Locazioni immobili, diritti d'autore
Commissioni Compensi per intermediazione Agenti commerciali, broker
Franchising Proventi da concessione marchi Canoni periodici, fee di ingresso
Interessi attivi Proventi finanziari correlati Interessi su crediti commerciali
Altri ricavi operativi Proventi accessori all'attività Rimborsi spese, recuperi costi

Quali documenti fiscali e contabili consultare per determinare il fatturato?

Per calcolare correttamente il fatturato è necessario consultare specifici documenti fiscali che registrano tutte le operazioni attive dell'azienda in un determinato periodo.

Il documento principale è il Registro IVA delle fatture emesse, che annota cronologicamente tutte le operazioni che generano ricavi. Questo registro deve includere sia le fatture immediate che quelle differite, considerando sempre la data di emissione per determinare il periodo di competenza.

Le dichiarazioni IVA trimestrali forniscono un ulteriore controllo attraverso il rigo VE50 che indica il volume d'affari complessivo. I documenti di trasporto (DDT) devono essere considerati quando si trasformano in fatture differite nel periodo di riferimento.

Per le attività che operano in regime forfettario, è fondamentale tenere un registro separato dei corrispettivi giornalieri, mentre per le società è necessario consultare anche i libri contabili obbligatori come il libro giornale e il libro mastro.

Come si calcola concretamente il fatturato: esiste una formula standard?

Il calcolo del fatturato segue una formula matematica precisa che ogni imprenditore può applicare facilmente ai propri dati aziendali.

La formula standard è: **Fatturato = (Prezzo unitario × Quantità venduta) + Altri ricavi operativi**. Per un prodotto venduto a €10 con 1.000 unità vendute più €2.000 di affitti, il fatturato sarà €12.000.

Nel caso di più prodotti o servizi, si sommano tutti i ricavi: **Fatturato = Σ(Prezzo₁ × Quantità₁) + Σ(Prezzo₂ × Quantità₂) + ... + Altri ricavi**. Un'azienda che vende 500 prodotti A a €15 e 300 prodotti B a €25 avrà un fatturato di €15.000 (7.500 + 7.500).

È fondamentale ricordare che tutti i valori devono essere sempre considerati al netto dell'IVA. Se una fattura riporta €1.220 IVA inclusa (22%), il valore da considerare per il fatturato è €1.000.

Questo è proprio uno degli aspetti che approfondiamo nei nostri strumenti completi per sviluppare il tuo progetto aziendale.

Come aggregare i dati di vendite online e offline per ottenere un unico fatturato?

Le attività che operano sia online che offline devono unificare i dati provenienti da canali diversi per ottenere una visione completa del fatturato aziendale.

Il primo passo consiste nell'identificare tutte le fonti di ricavo: casse fisiche dei negozi, piattaforme e-commerce, marketplace (Amazon, eBay), vendite telefoniche e ordini diretti. Ogni canale deve essere tracciato separatamente ma poi consolidato in un unico sistema.

I software contabili moderni permettono l'integrazione automatica di questi dati attraverso API che collegano le diverse piattaforme. Sistemi CRM come HubSpot o Salesforce possono centralizzare tutte le transazioni indipendentemente dal canale di origine.

È essenziale evitare doppi conteggi: se un cliente ordina online ma ritira in negozio, la vendita deve essere registrata una sola volta. Tutti i valori devono essere riportati al netto IVA e considerando eventuali sconti o resi per canale.

L'IVA va considerata nel calcolo del fatturato oppure si calcola al netto?

Il fatturato deve essere sempre calcolato al netto dell'IVA, considerando esclusivamente l'imponibile delle operazioni effettuate.

Questa regola vale per tutti i regimi fiscali e per tutte le tipologie di attività. Se una fattura riporta €1.220 IVA inclusa al 22%, il valore da considerare per il fatturato è €1.000. L'IVA rappresenta infatti un tributo che l'azienda incassa per conto dello Stato e non costituisce un ricavo effettivo.

Nel regime forfettario questa distinzione è ancora più importante perché le aliquote agevolate si applicano sui ricavi al netto IVA. Un professionista forfettario che fattura €30.000 + IVA avrà un fatturato di €30.000, non €36.600.

Per le operazioni esenti IVA (come alcune prestazioni sanitarie o educative), il valore da considerare è direttamente quello fatturato poiché non c'è imposta da scorporare.

In una startup senza clienti paganti, il fatturato è zero anche con preventivi firmati?

Il fatturato di una startup è effettivamente pari a zero fino a quando non si verificano vendite concrete con pagamenti effettuati o fatture emesse.

I preventivi firmati, le lettere di intenti o i contratti preliminari non generano fatturato fino alla loro effettiva esecuzione. Il principio contabile della competenza richiede che i ricavi siano riconosciuti solo quando la prestazione è stata effettuata o il bene è stato consegnato.

Anche i pagamenti anticipati ricevuti dai clienti non costituiscono immediatamente fatturato ma vengono registrati come debiti verso clienti fino alla consegna del bene o all'erogazione del servizio. Solo in quel momento si trasformano in ricavi effettivi.

Per le startup è fondamentale distinguere tra pipeline commerciale (opportunità future) e fatturato reale (ricavi già realizzati) per avere una visione chiara della situazione finanziaria attuale.

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Come tracciare il fatturato mese per mese in modo semplice e preciso?

Il monitoraggio mensile del fatturato richiede un sistema organizzato che permetta di raccogliere e analizzare i dati in modo costante e affidabile.

  • Foglio Excel strutturato: Creare un modello con colonne per data, cliente, descrizione, imponibile e totale. Aggiornare quotidianamente inserendo ogni fattura emessa.
  • Software contabili dedicati: Utilizzare programmi come FattureInCloud, Danea o TeamSystem che automatizzano il calcolo e generano report mensili.
  • Sistemi CRM integrati: Piattaforme come HubSpot o Salesforce che collegano vendite e fatturazione per un controllo completo del processo commerciale.
  • App mobile: Applicazioni che permettono di registrare vendite in tempo reale anche fuori ufficio, sincronizzandosi automaticamente con il sistema principale.
  • Dashboard personalizzate: Creare visualizzazioni grafiche che mostrino l'andamento mensile, i trend stagionali e il confronto con gli obiettivi prefissati.

Quali errori comuni commettono le nuove imprese nel calcolo del fatturato?

Le nuove imprese spesso commettono errori sistematici nel calcolo del fatturato che possono compromettere la corretta valutazione delle performance aziendali.

L'errore più frequente è includere l'IVA nel calcolo, gonfiando artificialmente il fatturato del 22% o più. Un'azienda che incassa €122.000 IVA inclusa ha un fatturato reale di €100.000, non €122.000.

Molti imprenditori sottovalutano l'impatto di sconti e resi sul fatturato effettivo. Se si vendono €15.000 di prodotti ma si concedono €2.000 di sconti e si registrano €1.000 di resi, il fatturato netto è €12.000.

Un altro errore comune è non considerare la competenza temporale: una fattura emessa a dicembre per una prestazione di gennaio non deve essere inclusa nel fatturato dell'anno precedente. La registrazione deve seguire il principio della competenza economica.

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Come incidono sconti e resi sul fatturato reale di un e-commerce?

Gli sconti e i resi rappresentano fattori che riducono significativamente il fatturato effettivo di un e-commerce e devono essere accuratamente monitorati e contabilizzati.

Per un e-commerce che genera €10.000 mensili lordi, sconti del 15% e resi del 8% portano il fatturato netto a €7.700 (€10.000 - €1.500 sconti - €800 resi). Questo significa una riduzione del 23% rispetto al fatturato apparente.

Gli sconti si distinguono in: sconti immediati (applicati al momento dell'acquisto), sconti dilazionati (note di credito successive) e sconti fedeltà (programmi loyalty). Tutti vanno dedotti dal fatturato lordo nel periodo di competenza.

I resi devono essere tracciati distinguendo tra: resi per difetti (non riducono il fatturato se sostituiti), resi per ripensamento (riducono effettivamente il fatturato) e resi fraudolenti (da gestire separatamente). Il tasso di reso medio nell'e-commerce italiano si aggira intorno al 6-8% del fatturato.

Come il fatturato influisce su obblighi fiscali e regimi IVA?

Il fatturato determina direttamente gli obblighi fiscali dell'azienda e il regime IVA applicabile, con soglie specifiche che condizionano adempimenti e aliquote.

Soglia fatturato Regime applicabile Obblighi principali
Fino a €65.000 (servizi) Regime forfettario Aliquota agevolata 5% o 15%
Fino a €400.000 (commercio) Regime forfettario Semplificazioni contabili
Oltre soglie forfettario Regime ordinario IVA al 22%, contabilità completa
Oltre €700.000 Controllo fiscale rafforzato Maggiori verifiche e adempimenti
Oltre €2.000.000 Obblighi aggiuntivi Revisore contabile, bilancio pubblico
Esportatori occasionali Esenzione IVA Documentazione specifica UE
Prestazioni intracomunitarie Reverse charge Adempimenti VIES e Intrastat

Qual è un obiettivo di fatturato realistico per il primo anno di attività?

Gli obiettivi di fatturato per il primo anno devono essere calibrati sul settore specifico, considerando le dinamiche di mercato e i tempi necessari per acquisire clientela stabile.

Nel settore dei servizi e della consulenza, un obiettivo realistico si aggira tra €50.000 e €100.000 per il primo anno, con margini di profitto del 30-40%. Questo corrisponde a circa €4.000-€8.000 mensili, considerando un periodo di avviamento iniziale più lento.

Per attività commerciali tradizionali, l'obiettivo può variare tra €150.000 e €300.000 annui, con margini più contenuti (15-25%) ma volumi maggiori. Le attività digitali possono raggiungere crescite più rapide ma richiedono investimenti marketing consistenti.

È fondamentale considerare la stagionalità del settore: un'attività turistica può concentrare l'80% del fatturato in 4-5 mesi, mentre servizi B2B hanno distribuzione più uniforme. L'obiettivo deve sempre essere allineato a dati di mercato verificabili e non a stime ottimistiche.

Questo è proprio uno degli aspetti che approfondiamo nei nostri strumenti completi per sviluppare il tuo progetto aziendale.

Conclusione

Il calcolo corretto del fatturato rappresenta la base per ogni decisione imprenditoriale informata. Comprendere la differenza tra fatturato e profitto, utilizzare i documenti fiscali appropriati e evitare gli errori più comuni sono competenze essenziali per gestire efficacemente qualsiasi attività aziendale.

Questo articolo ha uno scopo puramente informativo e non deve essere interpretato come una consulenza finanziaria. Si consiglia ai lettori di rivolgersi a un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento. Decliniamo ogni responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni fornite.

Fonti

  1. Skilling - Definizione di fatturato
  2. Agicap - Glossario fatturato
  3. ICRIBIS - Glossario fatturato
  4. Fiscomania - Guida al fatturato
  5. Brixx - Utile netto vs fatturato
  6. InstaGantt - Revenue vs profit
  7. Strategia e Business - Crescita profitti e fatturato
  8. Fiscozen - Fatturato con IVA
  9. Danea - Registro fatture emesse
  10. Fiscozen - Ricavi e fatturato
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