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Come si calcola ebitda?

Questo articolo è stato scritto dal nostro esperto che sta analizzando il settore e aggiornando costantemente i nostri business plan per progetti aziendali.

Tutti i nostri prospetti finanziari contengono un modello di previsione delle vendite.

L'EBITDA è l'indicatore che misura la redditività operativa lorda di un'azienda, escludendo interessi, tasse, ammortamenti e svalutazioni.

Per calcolare correttamente l'EBITDA esistono due metodi principali: il metodo diretto che parte dai ricavi operativi e il metodo indiretto che parte dall'utile netto. Ogni imprenditore deve conoscere questi calcoli per valutare le performance del proprio business e per presentare i dati agli investitori in modo professionale.

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Sommario

L'EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation, and Amortization) rappresenta la redditività operativa prima di interessi, tasse, ammortamenti e svalutazioni.

Si calcola sottraendo dai ricavi i costi operativi, escludendo le componenti finanziarie e straordinarie, per ottenere una misura pura della performance del business.

Aspetto Metodo Diretto Metodo Indiretto Utilizzo Principale
Formula Base Ricavi - Costi Operativi Utile Netto + Interessi + Tasse + Ammortamenti Valutazione operativa
Voci Incluse Ricavi, costi materie prime, personale Tutti i componenti del conto economico Confronto tra aziende
Voci Escluse Interessi, tasse, ammortamenti Componenti già sommati Analisi di settore
Complessità Media Bassa Pianificazione finanziaria
Accuratezza Alta per analisi dettagliata Buona per calcoli rapidi Presentazione investitori
Tempo Richiesto 15-30 minuti 5-10 minuti Valutazione aziendale
Margine Target 15-25% per PMI in crescita 15-25% per PMI in crescita Controllo performance

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Qual è la definizione esatta di EBITDA e quali voci di bilancio include o esclude?

L'EBITDA misura la redditività operativa lorda escludendo interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni.

Questa metrica include tutti i ricavi della gestione caratteristica e i costi operativi diretti come materie prime, personale e servizi. L'obiettivo è isolare la performance del business core, eliminando gli effetti delle decisioni di finanziamento e delle politiche contabili.

Le voci escluse sono gli interessi passivi e attivi, tutte le imposte dirette e indirette, gli ammortamenti di beni materiali e immateriali, le svalutazioni di crediti e immobilizzazioni. Vengono escluse anche le componenti straordinarie come cause legali, ristrutturazioni o eventi eccezionali.

L'EBITDA fornisce una misura standardizzata che permette di confrontare aziende con diverse strutture finanziarie e politiche di investimento. È particolarmente utile per valutare l'efficienza operativa e la capacità di generare flussi di cassa dalla gestione caratteristica.

Questo è proprio uno degli aspetti che approfondiamo nei nostri business plan completi per il tuo progetto aziendale.

Quali sono le formule più usate per calcolare l'EBITDA a partire dal conto economico?

Esistono due formule principali per calcolare l'EBITDA: il metodo diretto e quello indiretto.

Il metodo diretto parte dal valore della produzione e sottrae progressivamente i costi operativi: EBITDA = Valore della produzione - Costi esterni - Costo del personale - Svalutazioni - Accantonamenti. Questo approccio è più preciso per l'analisi dettagliata.

Il metodo indiretto parte dall'utile netto e aggiunge le voci escluse: EBITDA = Utile netto + Interessi + Tasse + Ammortamenti + Svalutazioni. Questo metodo è più rapido quando si hanno già i dati del bilancio consolidato.

Per un'azienda con fatturato di 300.000€, costi esterni di 100.000€, personale di 200.000€ e accantonamenti di 4.500€, l'EBITDA sarebbe di 35.500€. Con il metodo indiretto, partendo da un utile netto di 80.000€, aggiungendo 20.000€ di interessi, 15.000€ di tasse e 10.000€ di ammortamenti, si ottiene un EBITDA di 125.000€.

La scelta del metodo dipende dai dati disponibili e dal livello di dettaglio richiesto nell'analisi.

Quali voci devo togliere dai ricavi per arrivare all'EBITDA, in modo preciso?

Per calcolare l'EBITDA dai ricavi, devi sottrarre tutti i costi operativi della gestione caratteristica.

  • Costi diretti di produzione: materie prime, semilavorati, merci acquistate per la rivendita, energia elettrica per la produzione
  • Servizi esterni: consulenze, manutenzioni, trasporti, marketing, servizi professionali, affitti operativi
  • Costi del personale: salari, stipendi, contributi sociali, TFR, benefit aziendali
  • Costi generali e amministrativi: utenze, assicurazioni, cancelleria, spese telefoniche
  • Svalutazioni e accantonamenti: svalutazioni crediti, accantonamenti per rischi e oneri futuri

Non devi invece sottrarre gli interessi passivi, le imposte dirette e indirette, gli ammortamenti di beni materiali e immateriali, le plusvalenze e minusvalenze da alienazioni. Queste voci vengono escluse per ottenere una misura pura della redditività operativa.

È importante distinguere tra costi ricorrenti della gestione ordinaria e componenti straordinarie. Solo i primi vanno sottratti per ottenere un EBITDA rappresentativo della performance normale del business.

Come identificare e sottrarre costi non ricorrenti o straordinari per ottenere un EBITDA normalizzato?

L'EBITDA normalizzato esclude tutte le voci non ricorrenti per ottenere una misura più rappresentativa della performance operativa ordinaria.

I costi non ricorrenti includono spese per ristrutturazioni aziendali, cause legali straordinarie, danni da eventi naturali, costi di acquisizione di altre aziende, oneri per chiusura di sedi o divisioni. Anche i ricavi straordinari come vendite di immobili o risarcimenti assicurativi vanno esclusi.

Per identificare questi elementi, analizza il conto economico cercando voci con descrizioni come "oneri straordinari", "costi non ricorrenti" o importi significativamente diversi rispetto agli anni precedenti. Esamina anche le note esplicative del bilancio che spesso dettagliano queste componenti.

Se un'azienda ha sostenuto 50.000€ per una causa legale eccezionale, questa somma va aggiunta all'EBITDA per normalizzarlo. Il calcolo diventa: EBITDA normalizzato = EBITDA + Costi non ricorrenti - Ricavi non ricorrenti.

Questo approccio è fondamentale per le valutazioni aziendali e per presentare agli investitori una fotografia più accurata del potenziale di guadagno futuro.

Come si calcola l'EBITDA partendo da un utile netto di 80.000€, considerando 20.000€ di interessi, 15.000€ di tasse e 10.000€ di ammortamenti?

Con il metodo indiretto, l'EBITDA si calcola sommando all'utile netto tutte le voci escluse dalla definizione.

La formula è: EBITDA = Utile netto + Interessi + Tasse + Ammortamenti + Svalutazioni. Nel caso specifico: EBITDA = 80.000€ + 20.000€ + 15.000€ + 10.000€ = 125.000€.

Questo calcolo assume che non ci siano svalutazioni aggiuntive. Se ci fossero svalutazioni di crediti o immobilizzazioni per 5.000€, l'EBITDA diventerebbe 130.000€. Il margine EBITDA su un ipotetico fatturato di 400.000€ sarebbe del 31,25%, un ottimo risultato.

Il metodo indiretto è particolarmente utile quando si analizzano bilanci già chiusi o si effettuano valutazioni rapide. Permette di risalire velocemente alla redditività operativa lorda partendo dal risultato finale.

Questo esempio dimostra come un'azienda con utile netto apparentemente modesto possa avere una forte capacità di generare flussi di cassa operativi, aspetto cruciale per la sostenibilità e la crescita del business.

Quali differenze ci sono tra EBITDA e EBIT, e quando è più utile uno rispetto all'altro?

EBITDA ed EBIT misurano entrambi la redditività operativa ma con livelli di dettaglio diversi.

Aspetto EBITDA EBIT
Definizione Redditività prima di interessi, tasse, ammortamenti e svalutazioni Redditività prima di interessi e tasse
Formula Ricavi - Costi operativi EBITDA - Ammortamenti - Svalutazioni
Ammortamenti Esclusi Inclusi
Svalutazioni Escluse Incluse
Utilizzo principale Confronto operativo tra aziende Analisi redditività netta
Settori ideali Capital intensive (manifatturiero, energia) Servizi, tecnologia
Valutazioni M&A Multipli EV/EBITDA Multipli P/E basati su EBIT

L'EBITDA è più utile per confrontare aziende con diverse politiche di ammortamento o strutture di investimento. L'EBIT fornisce una misura più conservativa che considera il reale costo degli investimenti in beni strumentali.

Nei settori capital-intensive come manifatturiero o energia, l'EBITDA è preferibile perché elimina l'effetto distorsivo degli ammortamenti. Nei servizi o nel digitale, dove gli investimenti fissi sono limitati, l'EBIT può essere più rappresentativo.

Come confrontare l'EBITDA di due aziende diverse, ad esempio nel settore retail e nel settore SaaS?

Il confronto dell'EBITDA tra settori diversi richiede l'analisi dei margini percentuali e delle dinamiche operative specifiche.

Nel retail, i margini EBITDA sono tipicamente del 10-15% a causa degli elevati costi variabili per inventario, logistica e personale. Nel SaaS, i margini possono raggiungere il 25-40% dopo la fase iniziale, grazie ai bassi costi marginali una volta sviluppato il software.

Per un confronto corretto, considera il ciclo di vita del business: le aziende SaaS in fase di crescita spesso hanno EBITDA negativo per gli investimenti in acquisizione clienti, mentre quelle mature mostrano margini elevati. Nel retail, la stagionalità influenza significativamente i risultati trimestrali.

Analizza anche le metriche complementari: per il SaaS guarda l'ARR (Annual Recurring Revenue) e il churn rate, per il retail considera same-store sales growth e inventory turnover. L'EBITDA va sempre contestualizzato con KPI settoriali specifici.

Un'azienda retail con EBITDA margin del 12% e crescita stabile può essere più solida di una SaaS con margin del 30% ma alta volatilità dei ricavi.

Qual è una buona percentuale di EBITDA su fatturato per una piccola impresa che vuole crescere in modo sostenibile?

Per una piccola impresa in crescita, un margine EBITDA del 15-25% rappresenta un obiettivo sostenibile e ambizioso.

Questo range permette di autofinanziare una parte significativa degli investimenti necessari per la crescita, mantenendo flessibilità nella gestione del debito e creando un cuscinetto per le fluttuazioni di mercato. Con un margine del 20%, su un fatturato di 500.000€, l'azienda genera 100.000€ di EBITDA.

I margini variano per settore: manifatturiero 15-20%, servizi professionali 20-30%, tecnologia 25-35%, ristorazione 10-15%. Le startup innovative possono accettare margini inizialmente negativi se compensati da crescita rapida e prospettive di scalabilità.

Per raggiungere questi target, concentrati sull'ottimizzazione dei costi fissi, negoziazione con fornitori, automazione dei processi e pricing strategico. Monitora mensilmente l'EBITDA margin per identificare rapidamente scostamenti e correggere la rotta.

Questo è proprio uno degli aspetti che approfondiamo nei nostri business plan completi per il tuo progetto aziendale.

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In che modo l'EBITDA influenza la valutazione di un'azienda, ad esempio con un multiplo 5x o 8x?

L'EBITDA determina il valore d'impresa attraverso il moltiplicatore EV/EBITDA, strumento fondamentale nelle valutazioni aziendali.

La formula è: Valore d'Impresa = EBITDA × Moltiplicatore. Con un EBITDA di 200.000€ e multiplo 5x ottieni una valutazione di 1.000.000€, mentre con multiplo 8x raggiungi 1.600.000€. La differenza di 600.000€ dimostra l'impatto cruciale del multiplo.

I multipli dipendono da settore, dimensioni, crescita e rischio: aziende mature e stabili hanno multipli 4-6x, quelle ad alta crescita 6-10x, tech e innovazione possono superare 12x. Le PMI tradizionali si attestano su 3-5x, mentre le scale-up digitali raggiungono 8-15x.

Per aumentare la valutazione, lavora sia sull'EBITDA (ottimizzando margini e volumi) sia sul multiplo (dimostrando crescita, diversificazione, scalabilità). Un EBITDA di 150.000€ con prospettive eccellenti può valere più di 250.000€ con trend negativo.

Gli investitori considerano anche ricorrenza dei ricavi, barriere competitive, management team e mercato di riferimento per determinare il multiplo appropriato.

Come integrare il calcolo dell'EBITDA nella pianificazione finanziaria di un nuovo business?

L'EBITDA deve essere il punto di riferimento centrale per le proiezioni finanziarie e il controllo della performance.

Nella fase di pianificazione, stima l'EBITDA target per i primi 3-5 anni basandoti su benchmark di settore e obiettivi di crescita. Costruisci scenari ottimistico, realistico e pessimistico per testare la robustezza del modello di business.

Utilizza l'EBITDA per calcolare il fabbisogno finanziario: la differenza tra EBITDA e investimenti necessari determina la necessità di capitale esterno. Un EBITDA positivo già dal secondo anno facilita l'accesso al credito e l'attrazione di investitori.

Implementa un sistema di monitoraggio mensile che confronti EBITDA effettivo vs budget, identificando rapidamente scostamenti. Analizza le cause: variazioni di prezzo, volumi, costi fissi o variabili, per prendere decisioni correttive tempestive.

Collega l'EBITDA agli incentivi del management e ai covenant bancari per allineare tutti gli stakeholder sugli obiettivi di redditività operativa.

Come presentare l'EBITDA in un pitch per investitori o in un business plan bancario?

La presentazione dell'EBITDA deve essere chiara, credibile e contestualizzata per massimizzare l'impatto su investitori e banche.

Inizia con un executive summary che evidenzi i numeri chiave: "La nostra azienda genera un EBITDA di 125.000€ con un margine del 25%, superiore alla media di settore del 18%". Presenta immediatamente il trend storico e le proiezioni future per dimostrare crescita sostenibile.

Fornisci un confronto con i competitor diretti e i benchmark di settore, spiegando i fattori che giustificano performance superiori: efficienza operativa, positioning premium, innovazione tecnologica. Dettaglia la composizione dell'EBITDA per trasparenza.

Per le banche, enfatizza la stabilità e ricorrenza dell'EBITDA come garanzia di capacità di rimborso. Per gli investitori, concentrati su potenziale di crescita, scalabilità e possibilità di miglioramento dei margini attraverso ottimizzazioni operative.

Includi sempre un bridge chart che mostri come intendi far evolvere l'EBITDA nei prossimi 2-3 anni, specificando le leve operative (volumi, prezzi, efficienza) che guideranno la crescita.

Come stimare l'EBITDA futuro di un'attività in fase di lancio, ipotizzando 200.000€ di fatturato e una struttura di costi fissa di 120.000€?

Per stimare l'EBITDA di una startup, parti dalla struttura dei costi e aggiungi i costi variabili in base al fatturato previsto.

Con fatturato di 200.000€ e costi fissi di 120.000€, devi stimare i costi variabili. Assumendo il 40% di costi variabili (tipico per molti settori), hai: Costi variabili = 200.000€ × 40% = 80.000€. EBITDA = 200.000€ - 120.000€ - 80.000€ = 0€.

Per ottenere un EBITDA positivo, devi aumentare il fatturato o ridurre i costi. Con fatturato di 250.000€: EBITDA = 250.000€ - 120.000€ - 100.000€ = 30.000€ (margin 12%). Alternativamente, riducendo i costi fissi a 100.000€: EBITDA = 200.000€ - 100.000€ - 80.000€ = 20.000€ (margin 10%).

Per le previsioni, utilizza l'EBITDA Margin Lever: calcola quanto fatturato aggiuntivo serve per coprire nuovi investimenti senza ridurre il margine. Se il margin è 15% e investi 30.000€, serve un fatturato aggiuntivo di 200.000€.

Questo è proprio uno degli aspetti che approfondiamo nei nostri business plan completi per il tuo progetto aziendale.

Conclusione

Questo articolo ha uno scopo puramente informativo e non deve essere interpretato come una consulenza finanziaria. Si consiglia ai lettori di rivolgersi a un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento. Decliniamo ogni responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni fornite.

Fonti

  1. Borsa Italiana - EBITDA
  2. Headvisor - EBITDA
  3. Azimut Direct - EBT EBIT EBITDA
  4. Caravati Pagani - EBIT EBITDA Calcolo
  5. Pictet - EBITDA spiegato
  6. Studio Panato - EBITDA valutazione
  7. Faster Capital - EBITDA crescita sostenibile
  8. InFinance - EBITDA Margin Lever
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