Questo articolo è stato scritto dal nostro esperto che sta analizzando il settore e aggiornando costantemente il nostro business plan per un progetto di società di import/export.
Aprire una società di import/export richiede una pianificazione accurata e un investimento iniziale che può variare da 15.000 € a oltre 50.000 € a seconda delle dimensioni dell'attività.
Per avviare questo tipo di business è necessario considerare costi di costituzione, licenze, software gestionali, personale e strumenti logistici specifici. Il settore offre margini interessanti che possono arrivare al 30%, ma richiede competenze specializzate in commercio internazionale e gestione dei rischi.
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Avviare una società di import/export richiede un investimento iniziale significativo e una buona conoscenza delle procedure doganali internazionali.
La tabella seguente riassume i principali aspetti economici e operativi da considerare prima di iniziare questa attività imprenditoriale.
Aspetto | Costo/Requisito | Tempistiche |
---|---|---|
Investimento iniziale totale | 15.000 € - 50.000 € | 1-2 mesi per costituzione |
Costituzione società (SRL) | 1.500 € - 3.000 € + capitale 10.000 € | 15-30 giorni |
Licenze e autorizzazioni | 750 € - 3.100 € | 30-60 giorni |
Software gestionale | 59 € - 100 €/mese | Immediato |
Personale minimo | 28.000 €/anno per addetto | Ricerca 2-4 settimane |
Container 20' Asia-Italia | 1.200 € - 2.000 € totali | 3-8 settimane |
Margine medio settore | 3% - 30% sul venduto | Variabile per prodotto |

Quanto costa aprire una società di import/export?
L'investimento iniziale per aprire una società di import/export varia da 15.000 € a oltre 50.000 € per una piccola attività, ma può raggiungere i 350.000 € per strutture più complesse.
Le spese notarili per la costituzione di una SRL si aggirano tra 1.500 € e 3.000 €, mentre il capitale minimo richiesto è di 10.000 € (con versamento iniziale di almeno 2.500 €). Per una SRL semplificata il capitale può essere anche di 1 € simbolico.
Le tasse e licenze comportano un costo tra 400 € e 2.000 € per la licenza commerciale, più 250-1.000 € per la SCIA e circa 100 € per l'iscrizione alla Camera di Commercio. I software gestionali richiedono un investimento iniziale di circa 900 € e un canone mensile di 59-100 €.
L'ufficio rappresenta una voce significativa con affitti che vanno da 300 € in zone periferiche a oltre 1.000 € nelle grandi città. Il personale minimo richiede almeno 1-2 addetti con stipendi medi di 28.000 € annui per addetto specializzato import/export.
Quali software sono indispensabili per gestire l'import/export?
I software essenziali per una società di import/export includono sistemi ERP per la gestione completa dell'attività, con costi mensili che vanno da 59 € a 100 € per i moduli base.
La fatturazione elettronica richiede software dedicati con costi da 4 € a 14 € al mese per piccole imprese. Un sistema CRM per la gestione clienti comporta una spesa mensile tra 15 € e 50 €, mentre le soluzioni cloud e backup costano da 10 € a 30 € al mese.
I software per spedizioni e tracciamento sono spesso integrati nei gestionali ERP, ma possono richiedere moduli aggiuntivi. È fondamentale anche prevedere servizi di consulenza doganale, disponibili a progetto o in abbonamento secondo le necessità specifiche dell'attività.
Questo è proprio uno degli aspetti che approfondiamo nel nostro business plan completo per aprire la tua società di import/export.
Che licenze servono per operare legalmente nell'import/export?
Per operare legalmente nel commercio internazionale sono necessarie diverse autorizzazioni con costi variabili secondo il comune e il tipo di attività.
La licenza commerciale ha un costo che varia da 400 € a 2.000 € a seconda del Comune di riferimento. La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) richiede un investimento tra 250 € e 1.000 €, mentre l'iscrizione alla Camera di Commercio costa circa 100 €.
Il codice EORI è gratuito ma obbligatorio per operare con paesi extra-UE e deve essere richiesto presso l'Agenzia delle Dogane. Per prodotti specifici come alimentari, chimici o farmaceutici possono essere necessarie autorizzazioni aggiuntive con costi variabili.
È importante verificare sempre i requisiti specifici del proprio settore merceologico per evitare sanzioni o blocchi operativi che potrebbero compromettere l'attività.
Quanti dipendenti servono per iniziare?
Per avviare un'attività di import/export su piccola scala servono almeno 1-2 persone: il titolare più un addetto amministrativo/logistico specializzato.
Ruolo | Stipendio annuo | Competenze richieste |
---|---|---|
Addetto import/export junior | 22.000 € - 26.000 € | Pratiche doganali base, inglese |
Addetto import/export senior | 28.000 € - 35.000 € | Gestione completa operazioni, lingue |
Responsabile logistica | 30.000 € - 40.000 € | Coordinamento spedizioni, fornitori |
Commerciale estero | 25.000 € - 45.000 € + provvigioni | Sviluppo mercati, negoziazione |
Amministrativo | 24.000 € - 30.000 € | Fatturazione, contabilità |
Consulente doganale esterno | 50 € - 150 € per pratica | Normative doganali specialistiche |
Commercialista esterno | 1.500 € - 3.000 €/anno | Fiscalità internazionale |
Quanto costa trasportare un container dall'Asia all'Italia?
I costi per un container da 20 piedi dall'Asia all'Italia si aggirano complessivamente tra 1.200 € e 2.000 €, considerando tutte le spese operative.
Il trasporto marittimo rappresenta la voce principale con tariffe tra 500 e 1.000 USD per container, variabili secondo la stagione e le condizioni di mercato. L'assicurazione del carico costa circa lo 0,2% del valore delle merci (200 € su 100.000 € di valore).
Lo sdoganamento e le pratiche doganali comportano spese tra 100 e 450 USD, più eventuali dazi e IVA calcolati sul valore e sulla tipologia della merce. Le spese locali per scarico, handling e documenti si aggirano tra 100 e 450 USD aggiuntivi.
È fondamentale considerare anche possibili costi extra per ritardi, stoccaggio temporaneo o pratiche amministrative supplementari che possono aumentare il costo finale del 10-15%.
Come funzionano i codici doganali e dove trovarli?
I codici doganali seguono il sistema armonizzato internazionale (HS) a 6 cifre, esteso dalla Nomenclatura Combinata UE fino a 10 cifre per identificare precisamente ogni prodotto.
Questi codici si trovano sui siti ufficiali dell'Agenzia delle Dogane italiana e nel TARIC (Tariffa Integrata Comunitaria) dell'Unione Europea. La corretta classificazione determina tariffe doganali, requisiti specifici e regole applicabili per ogni tipo di merce.
Un errore nella classificazione può comportare sanzioni, ritardi nelle operazioni e costi aggiuntivi significativi. È consigliabile consultare un esperto doganale per prodotti complessi o quando si hanno dubbi sulla classificazione corretta.
La tariffa doganale varia dal 0% per molti prodotti industriali fino al 25% o più per alcuni beni di consumo, con regimi preferenziali per paesi con accordi commerciali specifici.
Che margini di guadagno si possono ottenere?
Il margine di guadagno nell'import/export varia significativamente dal 3% al 30% per i distributori, con possibilità di margini più elevati per i dettaglianti specializzati.
I prodotti con maggiore rotazione includono elettronica di consumo, abbigliamento e accessori moda, alimentari specializzati, prodotti per la casa e componenti industriali. Questi settori garantiscono volumi interessanti ma con margini spesso più contenuti per la forte concorrenza.
I margini più elevati si ottengono generalmente su prodotti di nicchia, articoli con elevato valore aggiunto o quando si sviluppano rapporti diretti con produttori esteri escludendo intermediari. La chiave è trovare il giusto equilibrio tra volume e marginalità.
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Quali sono i principali paesi partner per l'Italia?
I principali partner commerciali dell'Italia sono Germania, Francia, Stati Uniti, Cina e Regno Unito, che rappresentano oltre il 50% del commercio estero nazionale.
Paese | Documenti principali richiesti | Particolarità |
---|---|---|
Cina | Fattura commerciale, lista imballaggio, certificato origine, polizza carico | Controlli qualità rigorosi, tempi lunghi |
Germania | Fattura UE, documento trasporto, eventuale EUR1 | Mercato UE semplificato |
Stati Uniti | Commercial invoice, packing list, bill of lading, certificazioni FDA | Normative severe per alimentari/farmaci |
Regno Unito | Dichiarazione doganale, origin certificate, VAT documentation | Post-Brexit: nuove procedure |
Francia | Documentazione UE standard, DEB per statistiche | Controlli saltuari alle frontiere |
Turchia | Fattura, ATR per regime preferenziale, certificato origine | Unione doganale parziale UE |
India | Invoice, packing list, certificate of origin, inspection certificate | Procedure burocratiche complesse |
Quanto tempo serve per completare un'importazione?
Il ciclo completo di un'importazione richiede mediamente da 3 a 8 settimane dalla firma del contratto alla consegna finale al cliente.
I tempi si suddividono indicativamente in: preparazione merce e documenti (5-10 giorni), trasporto marittimo dall'Asia (15-25 giorni), sdoganamento in Italia (2-5 giorni) e consegna finale (1-3 giorni). Per spedizioni aeree i tempi si riducono a 7-14 giorni totali ma con costi molto superiori.
Fattori che possono allungare i tempi includono controlli doganali approfonditi, documentazione incompleta, festività nei paesi di origine, condizioni meteorologiche avverse e congestione portuale. È sempre consigliabile prevedere un margine di sicurezza del 20-30% sui tempi preventivati.
La pianificazione accurata e rapporti consolidati con fornitori e spedizionieri affidabili permettono di ridurre significativamente i tempi e aumentare la prevedibilità delle consegne.
Quali sono i rischi principali e come quantificarli?
I rischi nell'import/export si dividono in tre categorie principali: logistici, finanziari e legali, con un impatto economico stimabile tra il 5% e il 10% del valore delle operazioni.
I rischi logistici includono ritardi nelle spedizioni, danni durante il trasporto, smarrimenti e problemi di qualità della merce. Questi possono comportare costi extra di magazzino, penali contrattuali e perdita di valore delle merci, quantificabili in 2-5% del valore dell'operazione.
I rischi finanziari comprendono insolvenza dei clienti, variazioni sfavorevoli dei tassi di cambio, aumenti imprevisti dei costi bancari e di trasporto. L'impatto può variare dal 3% al 15% del margine previsto, secondo la volatilità del settore e dei mercati di riferimento.
I rischi legali derivano da errori nella documentazione doganale, multe per non conformità alle normative, blocchi delle merci e contenziosi commerciali. Una stima prudente prevede di riservare il 5-10% del valore delle operazioni per coprire rischi e imprevisti vari.
Che assicurazioni servono e quanto costano?
Le assicurazioni essenziali per una società di import/export includono copertura trasporto merci, responsabilità civile aziendale e eventualmente assicurazione credito per tutelarsi dalle insolvenze.
L'assicurazione trasporto merci costa tra lo 0,2% e lo 0,5% del valore del carico e copre danni, furti e perdite durante il trasporto internazionale. Per un carico di 100.000 € il premio si aggira tra 200 € e 500 € per spedizione.
L'assicurazione responsabilità civile aziendale ha un costo annuale da 300 € a 1.000 € per piccole imprese e copre danni a terzi causati dall'attività aziendale. L'assicurazione credito, per tutelarsi da insolvenze clienti, richiede preventivi personalizzati basati sul portafoglio clienti e sui mercati di riferimento.
È consigliabile valutare anche polizze per interruzione attività e responsabilità professionale, particolarmente utili per società che gestiscono operazioni di elevato valore o settori ad alto rischio.
Come trovare fornitori affidabili all'estero?
I canali principali per individuare fornitori internazionali affidabili includono fiere di settore, piattaforme B2B specializzate e reti istituzionali di supporto al commercio estero.
- Partecipazione a fiere internazionali specializzate del proprio settore, che permettono contatti diretti e valutazione della qualità dei prodotti
- Utilizzo di piattaforme B2B consolidate come Alibaba, Global Sources, Europages e Made-in-China per ricerche mirate
- Collaborazione con Camere di Commercio estere e uffici ICE (Agenzia per la promozione all'estero) per referenze qualificate
- Consultazione di associazioni di categoria e network professionali per ottenere raccomandazioni da operatori esperti
- Utilizzo di servizi di sourcing professionale per prodotti complessi o mercati difficili
Per verificare la serietà dei fornitori è essenziale richiedere referenze commerciali verificabili, certificazioni di qualità internazionali, controllo della storia aziendale e feedback online da altri clienti. Visite dirette presso le strutture produttive o tramite intermediari qualificati rappresentano il metodo più sicuro per valutare capacità produttive e standard qualitativi.
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Per i primi ordini è consigliabile utilizzare strumenti di garanzia come servizi di escrow, lettere di credito bancarie o pagamenti contro documenti per minimizzare i rischi finanziari mentre si costruisce un rapporto di fiducia reciproca.
Conclusione
Aprire una società di import/export richiede un investimento iniziale significativo e competenze specialistiche, ma offre opportunità interessanti in un mercato globale in continua espansione. La chiave del successo sta nella pianificazione accurata, nella gestione attenta dei rischi e nello sviluppo di relazioni solide con fornitori e clienti internazionali.
Questo articolo ha uno scopo puramente informativo e non deve essere interpretato come una consulenza finanziaria. Si consiglia ai lettori di rivolgersi a un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento. Decliniamo ogni responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni fornite.
Il settore import/export continua a crescere grazie alla digitalizzazione e all'apertura di nuovi mercati emergenti.
Per chi sa muoversi con competenza, le opportunità di business internazionale non sono mai state così accessibili come oggi.
Fonti
- Shopify - Licenza commerciale
- Atrocore - Prezzi software gestionale
- Shopify - App fatturazione elettronica
- Indeed - Stipendi addetto import export
- Il Mio Business Plan - Budget società import export
- Startup e Imprese - Come aprire società import export
- Doola - How to start import export business
- Cina Importazioni - Costi trasporto dalla Cina
- MWM Italy - Codice doganale
- Spedire Adesso - Guida codici doganali