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Come sta andando il mercato della pizza in Italia?

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Il mercato della pizza in Italia nel 2025 è un settore da 15 miliardi di euro con oltre 88.793 attività e una crescita del 25% rispetto al 2023.

I dati mostrano un settore in forte espansione con prezzi medi per una Margherita che vanno dai 5,70 euro di Bari ai 9,28 euro di Milano, mentre il consumo medio pro capite è di 8 kg all'anno.

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Sommario

Il mercato della pizza italiano nel 2025 rappresenta uno dei settori più dinamici della ristorazione con 88.793 attività attive e un fatturato complessivo di oltre 15 miliardi di euro.

La crescita del settore è sostenuta da nuovi trend come la pizza gourmet, impasti alternativi e l'espansione del delivery, con margini di profitto che oscillano tra il 10% e 20% per le pizzerie ben gestite.

Indicatore Dato 2025 Crescita
Numero totale pizzerie 88.793 attività +25% vs 2023
Fatturato annuo settore 15+ miliardi € Stabile
Pizze vendute/giorno 8 milioni -
Consumo pro capite/anno 8 kg -
Prezzo medio Margherita 7-9 euro +4% vs 2024
Margine netto pizzeria 10-20% -
Costo apertura (piccola) 30.000-80.000 € -

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Quante pizzerie esistono in Italia e come sono cresciute negli ultimi anni?

Il numero di pizzerie in Italia ha raggiunto nel 2025 la cifra record di 88.793 attività, registrando una crescita straordinaria del 25% rispetto al 2023.

La crescita è stata particolarmente marcata nelle regioni del Nord Italia, con incrementi significativi in Lombardia (+24,6%), Friuli Venezia Giulia (+59,8%), Val d'Aosta (+75%) e Trentino Alto Adige (+39,5%). Dopo il calo registrato tra il 2019 e 2021 (-4,2%), dal 2022 si è verificata una forte ripresa del settore.

Nel solo 2023 sono nate quasi 4.000 nuove attività legate alla pizza, confermando la vitalità di un comparto che continua ad attrarre nuovi imprenditori. I dati variano a seconda della definizione utilizzata: considerando solo le pizzerie tradizionali si parla di circa 40.000 locali, mentre includendo bar, panetterie e ristoranti che servono pizza si superano le 120.000 attività.

La crescita è stata sostenuta dall'evoluzione delle abitudini di consumo, dall'espansione del delivery e dalla maggiore attenzione alla qualità degli ingredienti e delle proposte gastronomiche.

Qual è il fatturato complessivo del mercato della pizza in Italia?

Il mercato della pizza in Italia genera un fatturato annuo di oltre 15 miliardi di euro, confermando il ruolo centrale di questo prodotto nell'economia gastronomica nazionale.

Il movimento economico complessivo, includendo l'indotto legato a fornitori, attrezzature e servizi correlati, supera i 30 miliardi di euro. Secondo dati Tradelab, gli italiani hanno speso circa 25 miliardi di euro per occasioni fuori casa con la pizza, consumando 1.173 milioni di pizze.

Il settore occupa più di 100.000 lavoratori a tempo pieno, cifra che sale a 200.000 durante i fine settimana, evidenziando l'importanza sociale ed economica del comparto. La crescita del fatturato è stata sostenuta non solo dall'aumento del numero di locali, ma anche dal miglioramento del prezzo medio unitario e dalla diversificazione dell'offerta.

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Quanto costa una pizza Margherita nelle principali città italiane?

Il prezzo medio di una pizza Margherita in Italia nel 2025 oscilla tra 7 e 9 euro, con significative variazioni geografiche che riflettono le diverse economie locali.

Città Prezzo Margherita Posizione
Bari 5,70 € 1° (più economica)
Modena 5,90 €
Parma 6,38 €
Padova 6,40 €
Napoli 7,88 € 13°
Roma 8,60 € 19°
Milano 9,28 € 20° (più costosa)

I prezzi sono aumentati in media del 4% nel 2024 rispetto all'anno precedente. Nelle città turistiche e nei centri storici i prezzi possono raggiungere livelli ancora più elevati, con alcune pizzerie gourmet che propongono Margherite a 17-22 euro.

Quante pizze vengono vendute ogni giorno in Italia?

In Italia vengono vendute quotidianamente 8 milioni di pizze, per un totale annuo che si aggira tra 2,7 e 3 miliardi di pizze.

Questi numeri impressionanti posizionano l'Italia come il principale consumatore di pizza al mondo in termini assoluti. La produzione media per pizzeria si attesta sulle 80 pizze al giorno, con variazioni significative tra diverse tipologie di locali e aree geografiche.

Il 50% delle pizzerie produce circa 550 pizze alla settimana, il 30% ne produce 650, mentre il 10% supera le 650 pizze settimanali. In città come Roma e Napoli, dove la pizza è consumata anche a colazione, alcuni locali arrivano a produrre fino a 1.000 pizze al giorno.

Il consumo è distribuito durante tutta la settimana, con picchi nei weekend e durante le ore serali, quando la pizza rappresenta una delle principali scelte per la cena fuori casa degli italiani.

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Quali regioni consumano più pizza pro capite?

Il consumo medio nazionale di pizza pro capite si attesta sui 7,8-8 kg all'anno, con significative differenze regionali che riflettono tradizioni culinarie e densità di pizzerie.

La Basilicata detiene il primato per densità di pizzerie con 1 attività ogni 206 abitanti, seguita dall'Abruzzo che storicamente si posiziona ai vertici. In termini assoluti, la Campania è la regione con il maggior numero di attività legate alla pizza, seguita da Sicilia, Lazio, Lombardia e Puglia.

  • Sassari, Grosseto, Savona, Aosta, Nuoro: prime città per numero di pizzerie rispetto alla popolazione
  • Campania: regione leader per numero totale di pizzerie
  • Sicilia e Puglia: forte tradizione nel consumo di pizza
  • Lombardia: crescita significativa nelle aree urbane
  • Lazio: alta concentrazione nella capitale e provincia

I dati mostrano come il consumo di pizza non sia limitato alle regioni tradizionalmente associate a questo prodotto, ma si sia diffuso capillarmente su tutto il territorio nazionale.

Qual è la quota di mercato delle catene rispetto alle pizzerie indipendenti?

Il mercato italiano delle pizzerie è dominato dalle attività indipendenti, che rappresentano circa il 75-80% del totale, mentre le catene si limitano al 20-25% del mercato.

Le catene di ristorazione nel loro complesso rappresentano circa l'11% del mercato a valore (9,9 miliardi di euro nel 2023), ma nel segmento specifico delle pizzerie la percentuale è significativamente inferiore. Le catene sono concentrate principalmente nelle grandi città del Nord e nei centri commerciali.

Questo scenario riflette la natura artigianale e tradizionale del settore pizza in Italia, dove i consumatori privilegiano ancora l'autenticità e la qualità dei prodotti locali. Tuttavia, negli ultimi anni si registra una crescita delle catene specializzate, soprattutto nel segmento delivery e take-away.

Le pizzerie indipendenti mantengono un vantaggio competitivo grazie alla flessibilità nell'adattarsi ai gusti locali, alla possibilità di utilizzare ingredienti del territorio e alla capacità di creare un rapporto diretto con la clientela.

Qual è il margine di profitto medio per una pizzeria?

Il margine lordo di una pizzeria ben gestita si attesta tipicamente tra il 60% e 70%, mentre il margine netto di redditività oscilla tra il 10% e 20% del fatturato.

Una pizzeria da asporto con un fatturato annuo di 300.000 euro può generare un profitto netto compreso tra 30.000 e 60.000 euro. I margini dipendono fortemente dalla tipologia di locale, dalla location, dalla gestione dei costi e dall'efficienza operativa.

Le voci di costo principali che incidono sui margini sono: affitto del locale (15-25% del fatturato), costo del personale (25-35%), materie prime (25-30%), utenze e altri costi operativi (10-15%). Il food cost per una pizza Margherita varia da 0,63 euro a 1,30 euro a seconda della qualità degli ingredienti utilizzati.

Le pizzerie con servizio al tavolo tendono ad avere margini leggermente inferiori rispetto a quelle da asporto, a causa dei maggiori costi di personale e gestione della sala.

Quante nuove pizzerie aprono e quante chiudono ogni anno?

Nel 2023 sono nate quasi 4.000 nuove attività legate alla pizza, mentre il settore pizzeria ha mostrato maggiore resilienza rispetto alla media della ristorazione in termini di chiusure.

Il saldo tra aperture e chiusure nel settore ristorazione complessivo è stato negativo nel 2024 (-19.019), ma il Sud ha registrato un saldo positivo, con Palermo e Napoli in crescita. Nel 2023, le chiusure totali nella ristorazione sono state circa 28.000, ma le nuove iscrizioni sono tornate sopra le 10.000 unità.

Il settore pizza ha beneficiato di diversi fattori positivi: crescita della domanda di delivery, interesse per la pizza gourmet, espansione nelle regioni del Nord e resilienza durante le crisi economiche. La crescita netta è stata particolarmente evidente negli ultimi due anni, soprattutto nelle regioni settentrionali.

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Qual è l'impatto del delivery sul fatturato delle pizzerie?

Il delivery ha avuto un impatto molto positivo sul settore pizzeria, accelerando la crescita del comparto e rappresentando una quota sempre più significativa del fatturato.

Attraverso la piattaforma Just Eat, nel 2024 gli italiani hanno ordinato 5.120 tonnellate di pizze, evidenziando l'importanza del canale digitale. Il segmento pizza surgelata e pronta da asporto è cresciuto del 30% tra 2021 e 2024, beneficiando delle nuove abitudini di consumo.

Le piattaforme di delivery sono diventate particolarmente strategiche nelle grandi città e tra i consumatori più giovani. Molte pizzerie tradizionali hanno dovuto adattarsi rapidamente a questo nuovo canale, investendo in packaging adeguato e ottimizzando i processi per le consegne.

L'impatto è stato particolarmente evidente durante la pandemia, quando il delivery ha permesso a molte pizzerie di mantenere la continuità operativa. Oggi rappresenta un canale consolidato che le pizzerie utilizzano per espandere il proprio bacino di clientela e incrementare il fatturato.

Quali sono i principali trend emergenti nel consumo di pizza?

Il mercato della pizza italiano nel 2025 è caratterizzato da diversi trend emergenti che stanno ridefinendo le preferenze dei consumatori e l'offerta delle pizzerie.

  1. Pizza gourmet: crescita della domanda per pizze con ingredienti DOP/IGP e ricette creative, anche se rappresenta ancora una nicchia del 12% del mercato
  2. Impasti alternativi: sempre più diffuse pizze con farine integrali, multicereali, grani antichi e opzioni senza glutine
  3. Opzioni vegane e vegetariane: in aumento soprattutto nelle grandi città e tra i consumatori giovani
  4. Abbinamenti innovativi: pizza con cocktail, modalità aperipizza e esperienze di degustazione
  5. Delivery e surgelato premium: crescita del 30% nel segmento surgelato di alta qualità

L'80% dei consumatori sceglie la pizzeria in base alla qualità della pizza, mentre l'atmosfera del locale incide per il 72%. Cresce l'attenzione agli ingredienti di alta qualità (39%) e alla valorizzazione dei prodotti tipici locali (17%).

Quanto costa aprire una pizzeria in Italia oggi?

I costi per aprire una pizzeria in Italia nel 2025 variano significativamente in base alle dimensioni, alla location e al tipo di attività che si intende avviare.

Tipologia Pizzeria Investimento Iniziale Principali Voci di Costo
Pizzeria da asporto piccola 30.000 - 80.000 € Forno, attrezzature base, licenze
Pizzeria con sala media 80.000 - 200.000 € Arredi sala, cucina completa, impianti
Pizzeria gourmet 150.000 - 300.000 € Design, attrezzature premium, location
Franchising 50.000 - 150.000 € Fee ingresso, allestimento, formazione
Food truck pizza 40.000 - 100.000 € Veicolo, forno mobile, licenze

I costi principali includono: affitto o acquisto del locale, licenze e autorizzazioni, attrezzature (forni, impastatrici, celle frigorifere), arredi e design, campagne di marketing iniziali e scorte di materie prime per i primi mesi di attività.

Chi sono i principali fornitori di ingredienti e come variano i costi?

Il settore della pizza in Italia si basa su una rete consolidata di fornitori specializzati che garantiscono la qualità degli ingredienti fondamentali.

I principali fornitori per tipologia di prodotto sono: per la farina (Mulino Caputo, Molino Grassi, Petra, Le 5 Stagioni), per il pomodoro (Mutti, La Fiammante, Cirio, Gustarosso), per la mozzarella (Latteria Sorrentina, Granarolo, caseifici locali, Consorzio Mozzarella di Bufala Campana DOP).

I costi degli ingredienti sono aumentati negli ultimi anni a causa dell'inflazione, con incrementi particolarmente significativi per mozzarella e olio d'oliva. L'84% degli italiani valuta la qualità degli ingredienti e il 76% considera importante la provenienza.

La richiesta di ingredienti certificati e di filiera corta è in crescita, comportando un aumento dei costi ma anche una maggiore percezione di valore da parte dei clienti. Molte pizzerie stanno sviluppando rapporti diretti con produttori locali per garantire freschezza e tracciabilità.

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Conclusione

Il mercato della pizza in Italia nel 2025 si presenta come un settore dinamico e in crescita, con 88.793 attività che generano oltre 15 miliardi di euro di fatturato annuo. La crescita del 25% nel numero di pizzerie rispetto al 2023 dimostra la vitalità di un comparto che continua ad attrarre nuovi imprenditori.

I dati evidenziano un mercato caratterizzato da forti differenze geografiche nei prezzi, con la Margherita che varia dai 5,70 euro di Bari ai 9,28 euro di Milano. Il settore è dominato dalle pizzerie indipendenti (75-80% del mercato) e offre margini di profitto interessanti (10-20% netto) per le attività ben gestite.

I trend emergenti, dalla pizza gourmet agli impasti alternativi, dall'espansione del delivery alla crescita del segmento surgelato premium, aprono nuove opportunità per gli imprenditori che vogliono entrare in questo mercato. Con investimenti iniziali che vanno dai 30.000 agli 200.000 euro a seconda della tipologia di attività, aprire una pizzeria rimane un'opportunità concreta per chi sa interpretare correttamente le dinamiche del mercato.

Questo articolo ha uno scopo puramente informativo e non deve essere interpretato come una consulenza finanziaria. Si consiglia ai lettori di rivolgersi a un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento. Decliniamo ogni responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni fornite.

Fonti

  1. Business Coot - Il mercato della pizza Italia
  2. Food and Wine Italia - Osservatorio Pizza 2025
  3. Il Sole 24 ORE - Pizza consumption growing
  4. Sky TG24 - Prezzi pizza margherita città
  5. Il Fatto Alimentare - Confronto prezzi Altroconsumo
  6. Mordor Intelligence - Italy Foodservice Market
  7. Ristorazione Italiana Magazine - Food Industry Monitor 2025
  8. Il Sole 24 ORE - World Pizza Day
  9. QuiFinanza - Prezzo pizza aumento Italia 2025
  10. RistoratoreTop - Prezzo pizza margherita
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