Questo articolo è stato scritto dal nostro esperto che sta analizzando il settore e aggiornando costantemente il nostro business plan per un progetto di bed and breakfast.
Aprire un bed and breakfast rappresenta un'opportunità interessante nel panorama turistico italiano, ma è fondamentale conoscere i numeri reali del settore.
Comprendere il fatturato medio, i costi operativi e la redditività effettiva ti permetterà di valutare se questo investimento può soddisfare le tue aspettative economiche e di pianificare correttamente la tua attività.
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Un bed and breakfast con 3-5 camere in zona turistica italiana genera mediamente tra 36.000 e 144.000 euro di fatturato annuo.
I margini netti si attestano tra il 25% e il 45% del fatturato, con un reddito medio del gestore tra 1.500 e 6.000 euro mensili.
Parametro | Valore minimo | Valore massimo | Media di settore |
---|---|---|---|
Fatturato annuo (3-5 camere) | 36.000 € | 144.000 € | 80.000 € |
Prezzo medio per notte | 60 € | 170 € | 100 € |
Tasso occupazione annuo | 40% | 80% | 65% |
Costi fissi mensili | 1.200 € | 3.500 € | 2.200 € |
Costi variabili per ospite | 6 € | 15 € | 10 € |
Margine lordo | 50% | 70% | 60% |
Reddito netto gestore | 1.500 €/mese | 6.000 €/mese | 3.200 €/mese |

Quali sono i ricavi medi mensili e annuali di un bed and breakfast con 3-5 camere in zona turistica?
Un bed and breakfast con 3-5 camere in zona turistica italiana genera mediamente tra 3.000 e 12.000 euro al mese, con significative variazioni stagionali.
Su base annua, il fatturato lordo può oscillare tra 36.000 e 144.000 euro per questa tipologia di struttura. Le performance migliori si registrano nelle località più rinomate come Venezia, Firenze e le Cinque Terre, dove un B&B può superare i 100.000 euro annui.
I fattori che influenzano maggiormente i ricavi sono la posizione geografica, il livello qualitativo della struttura, la presenza di servizi aggiuntivi e la capacità di gestire efficacemente la distribuzione online. Le strutture che collaborano attivamente con le principali OTA (Online Travel Agencies) registrano mediamente ricavi superiori del 30-40% rispetto a quelle che si affidano solo al passaparola.
La stagionalità rappresenta un elemento cruciale: nelle zone turistiche costiere, il 60-70% del fatturato annuo si concentra nei mesi da maggio a settembre, mentre nelle città d'arte la distribuzione è più equilibrata durante l'anno.
Questo è proprio uno degli aspetti che approfondiamo nel nostro business plan completo per aprire il tuo bed and breakfast.
Quante notti vengono occupate le camere all'anno e qual è il prezzo medio per notte?
Il tasso di occupazione medio di un bed and breakfast in zona turistica si attesta tra il 60% e il 70% delle notti disponibili, corrispondenti a circa 220-255 notti l'anno per camera.
Il prezzo medio per camera varia notevolmente in base alla destinazione: nelle zone turistiche italiane oscilla tra 60 e 120 euro a notte. Le città d'arte come Venezia e Milano registrano tariffe medie superiori, con punte di 170 euro a Venezia e 147 euro a Milano durante i periodi di alta stagione.
Le località balneari mantengono prezzi competitivi tra 80 e 130 euro a notte nei mesi estivi, mentre le destinazioni montane presentano due picchi stagionali: inverno (sport invernali) ed estate (turismo escursionistico). I borghi storici e le zone del turismo enogastronomico mantengono tariffe più stabili tutto l'anno, generalmente tra 70 e 110 euro.
È importante considerare che un pricing dinamico, che adatta le tariffe in base alla domanda e agli eventi locali, può incrementare significativamente i ricavi medi. Le strutture che utilizzano strategie di revenue management registrano aumenti del fatturato del 15-25% rispetto a quelle con tariffe fisse.
Quali sono i costi fissi mensili più comuni e i loro importi medi?
I costi fissi rappresentano la voce di spesa più significativa nella gestione di un bed and breakfast, con valori mensili compresi tra 1.200 e 3.500 euro.
Tipologia di costo | Importo minimo mensile | Importo massimo mensile | Note |
---|---|---|---|
Affitto/Mutuo | 500 € | 2.500 € | Varia enormemente per località |
Utenze base (luce, gas, acqua) | 200 € | 600 € | Dipende da numero camere e stagione |
Internet e telefonia | 50 € | 150 € | Include connessione veloce per ospiti |
Assicurazioni | 80 € | 200 € | RC generale, incendio, contenuto |
Tasse comunali (TARI, IMU) | 100 € | 300 € | Varia per comune e categoria |
Licenze e permessi | 30 € | 100 € | SCIA, classificazione, certificazioni |
Servizi bancari e contabili | 80 € | 250 € | Include POS, F24, consulenza |
Quali sono i costi variabili principali e quanto incidono per ospite?
I costi variabili di un bed and breakfast incidono mediamente tra 6 e 15 euro per ospite a notte, rappresentando circa il 15-25% del prezzo camera.
La colazione costituisce la voce più significativa, con un costo medio di 2-6 euro per ospite. Questo include prodotti freschi, caffè, succhi, marmellate e prodotti da forno. Le strutture che puntano su colazioni elaborate o prodotti biologici/locali possono arrivare a 8-10 euro per ospite.
Le pulizie e la lavanderia rappresentano la seconda voce più importante, con 3-8 euro per ospite a notte. Questo comprende il cambio biancheria, la sanificazione delle camere, i prodotti per la pulizia e l'eventuale servizio di lavanderia esterna. Le strutture che gestiscono internamente la lavanderia riducono questa voce del 30-40%.
Le utenze variabili (maggiori consumi di acqua, elettricità, riscaldamento) incidono per 1-3 euro per ospite. I costi di manutenzione ordinaria (piccole riparazioni, sostituzione oggetti, usura) si attestano su 0,5-2 euro per ospite a notte.
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Qual è il margine lordo medio dopo aver sottratto i costi diretti?
Il margine lordo di un bed and breakfast si attesta generalmente tra il 50% e il 70% del fatturato lordo, con una media di settore intorno al 60%.
Questo margine si calcola sottraendo dal fatturato i soli costi variabili (colazione, pulizie, utenze variabili, commissioni OTA). Una struttura ben gestita riesce a mantenere i costi variabili sotto il 40% del fatturato, garantendo così un margine lordo superiore al 60%.
Le strutture di fascia alta, che applicano tariffe superiori ai 130-150 euro a notte, raggiungono spesso margini lordi del 65-75%, grazie alla migliore capacità di assorbire i costi fissi. Al contrario, i B&B economici (sotto i 70 euro a notte) faticano a superare il 50% di margine lordo.
Un fattore determinante è la gestione delle commissioni delle piattaforme online, che possono erodere 3-5 punti percentuali del margine. Le strutture che diversificano i canali di distribuzione e incentivano le prenotazioni dirette mantengono margini più elevati.
Come si calcola l'utile netto e quali sono esempi concreti di scenari reali?
L'utile netto si calcola sottraendo tutti i costi fissi e variabili dai ricavi lordi, prima di imposte e contributi previdenziali.
Scenario esempio per B&B 4 camere, occupazione 70%, tariffa media 100€/notte: ricavi mensili di 8.400 euro (4 camere × 21 notti × 100€), costi fissi 2.000 euro, costi variabili 840 euro (4 camere × 21 notti × 10€). L'utile netto mensile risulta di 5.560 euro, per un totale annuo di circa 66.700 euro al lordo di tasse e INPS.
Scenario conservativo per B&B 3 camere, occupazione 50%, tariffa media 80€/notte: ricavi mensili di 3.600 euro, costi fissi 1.500 euro, costi variabili 450 euro. L'utile netto mensile è di 1.650 euro, per un totale annuo di circa 19.800 euro.
Scenario ottimistico per B&B 5 camere, occupazione 75%, tariffa media 120€/notte: ricavi mensili di 13.500 euro, costi fissi 2.800 euro, costi variabili 1.125 euro. L'utile netto mensile raggiunge 9.575 euro, per un totale annuo di circa 114.900 euro.
È fondamentale considerare che da questi utili vanno sottratte le imposte (regime ordinario o forfettario) e i contributi INPS, che possono ridurre l'utile netto finale del 25-45%.
Qual è il reddito netto medio del gestore e come varia in base alla gestione?
Un gestore di bed and breakfast a tempo pieno può aspettarsi un reddito netto mensile tra 1.500 e 6.000 euro, a seconda della dimensione della struttura e del modello gestionale adottato.
Nella gestione diretta familiare, il gestore può trattenere tutto l'utile operativo, ma deve considerare il proprio tempo come costo opportunità. In questo caso, con una struttura da 3-4 camere ben posizionata, il reddito netto può oscillare tra 2.000 e 4.500 euro mensili.
Con personale esterno per pulizie e servizi, i costi aggiuntivi riducono il margine di 800-1.500 euro mensili, ma liberano tempo per altre attività. Molti gestori optano per soluzioni miste: gestione diretta dell'accoglienza e personale esterno per pulizie e manutenzione.
Le strutture che superano le 6 camere richiedono generalmente personale dedicato, con costi che vanno da 1.200 a 2.500 euro mensili per addetto, ma permettono di scalare meglio il business e raggiungere utili netti superiori ai 6.000-8.000 euro mensili per il gestore.
Come cambiano margini e redditività aumentando le camere e qual è il punto di equilibrio?
L'aumento del numero di camere migliora significativamente la redditività grazie all'effetto leva sui costi fissi, che crescono meno che proporzionalmente rispetto ai ricavi.
Numero camere | Fatturato annuo medio | Costi fissi annui | Punto di equilibrio | Utile netto stimato |
---|---|---|---|---|
3 camere | 60.000 € | 18.000 € | 45% occupazione | 25.000 € |
4 camere | 80.000 € | 22.000 € | 42% occupazione | 38.000 € |
5 camere | 100.000 € | 26.000 € | 40% occupazione | 52.000 € |
6 camere | 120.000 € | 30.000 € | 38% occupazione | 68.000 € |
8 camere | 160.000 € | 38.000 € | 35% occupazione | 95.000 € |
Quali sono gli investimenti iniziali necessari e i tempi di recupero?
L'investimento iniziale per aprire un bed and breakfast varia significativamente in base allo stato dell'immobile e al livello qualitativo desiderato, oscillando tra 20.000 e 80.000 euro.
La ristrutturazione e l'arredamento rappresentano la voce più consistente, con costi che vanno da 15.000 a 50.000 euro. Questo include sistemazione dei bagni, tinteggiature, pavimenti, arredi delle camere, zona colazione e spazi comuni. Le strutture di fascia media richiedono circa 8.000-12.000 euro per camera completamente arredata.
Le pratiche burocratiche e le licenze comportano un investimento di 1.000-4.000 euro, includendo SCIA, classificazione regionale, certificazioni di sicurezza, pratiche catastali e eventuali consulenze professionali.
Il marketing iniziale e la creazione del sito web richiedono 2.000-5.000 euro per una presenza online professionale, servizi fotografici di qualità e campagne di lancio sulle principali OTA. La biancheria, le attrezzature per la colazione e i primi acquisti di consumabili ammontano a 3.000-8.000 euro.
Il tempo di recupero dell'investimento si attesta mediamente tra 2 e 4 anni, con le strutture meglio posizionate che raggiungono il break-even in 18-24 mesi.
Quali strategie aumentano il tasso di occupazione e il prezzo medio per notte?
L'ottimizzazione della presenza online rappresenta la strategia più efficace per aumentare occupazione e tariffe medie.
- Distribuzione multicanale attraverso Booking.com, Airbnb, Expedia e piattaforme specializzate, mantenendo la parità tariffaria e gestendo le disponibilità in tempo reale
- Sito web ottimizzato per prenotazioni dirette, con booking engine integrato e contenuti SEO-friendly per intercettare ricerche organiche
- Gestione attiva delle recensioni online, rispondendo a tutti i feedback e mantenendo un rating superiore a 8.5/10 su tutte le piattaforme
- Creazione di pacchetti esperienziali (degustazioni, tour guidati, attività outdoor) che giustificano prezzi premium e fidelizzano la clientela
- Partnership strategiche con ristoranti locali, guide turistiche, aziende vitivinicole e operatori di attività per offrire servizi esclusivi agli ospiti
Il revenue management dinamico, adattando le tariffe in base a eventi locali, stagionalità e domanda del mercato, può incrementare i ricavi del 15-30%. L'implementazione di politiche di cancellazione flessibili e promozioni mirate per i periodi di bassa stagione contribuisce a stabilizzare l'occupazione annuale.
Quali accorgimenti fiscali ottimizzano legalmente i profitti?
Il regime forfettario rappresenta l'opzione fiscale più vantaggiosa per la maggior parte dei bed and breakfast, con tassazione al 15% sul reddito imponibile (5% per i primi 5 anni di attività in alcuni casi).
La corretta categorizzazione di tutte le spese deducibili permette significativi risparmi: utenze, assicurazioni, ammortamenti, spese di marketing, corsi di formazione, carburante per spostamenti aziendali, acquisto di beni strumentali. È fondamentale conservare tutta la documentazione fiscale e utilizzare un commercialista specializzato nel settore turistico.
L'ottimizzazione della gestione delle prenotazioni può ridurre le commissioni OTA dal 15-20% al 8-12% attraverso strategie di direct booking e programmi fedeltà. L'utilizzo di software gestionali dedicati (PMS) migliora il controllo dei costi e automatizza molte operazioni amministrative.
Attenzione particolare va prestata alle normative regionali e comunali, che possono prevedere agevolazioni fiscali per strutture che rispettano determinati standard ambientali o offrono servizi specifici al territorio.
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Quali sono le differenze di redditività tra zone turistiche e urbane?
Le zone turistiche e urbane presentano profili di redditività significativamente diversi, con vantaggi e svantaggi specifici per ciascuna tipologia.
Caratteristica | Zone turistiche | Zone urbane | Impatto economico |
---|---|---|---|
Prezzo medio/notte | 80-170 € | 50-110 € | +30-50% zone turistiche |
Stagionalità | Molto elevata | Bassa/moderata | Rischio cash flow zone turistiche |
Occupazione media | 60-80% (alta stagione) | 45-65% (stabile) | Variabilità ricavi |
Costi immobiliari | Elevati | Moderati | +20-40% zone turistiche |
Concorrenza | Elevata e specializzata | Moderata ma diversificata | Pressione sui margini |
Clientela target | Turisti leisure | Business + leisure | Diversificazione rischi |
Redditività netta | Potenzialmente superiore | Più stabile | ROI zone turistiche se ben gestite |
Conclusione
Questo articolo ha uno scopo puramente informativo e non deve essere interpretato come una consulenza finanziaria. Si consiglia ai lettori di rivolgersi a un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento. Decliniamo ogni responsabilità per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni fornite.
Aprire un bed and breakfast rappresenta un'opportunità concreta nel panorama turistico italiano, con margini di redditività interessanti per chi pianifica accuratamente l'investimento.
I numeri analizzati dimostrano che, con la giusta strategia e una gestione oculata, è possibile costruire un'attività sostenibile e profittevole nel medio-lungo termine.
Fonti
- B2Scout - Quanto si guadagna con un B&B
- Bsness - Quanto si guadagna con un bed and breakfast
- QDS - Quanto si guadagna B&B costi ricavi
- Il Mio Business Plan - Mercato bed breakfast
- Il Mio Business Plan - Stabilire prezzo B&B
- Sky TG24 - Turismo bed and breakfast prezzi città
- SumUp - Osservatorio B&B cashless
- Neural Word - Quanto costa una notte in B&B
- Men's Health - B&B Italia città più cara
- Bsness - Quanto costa aprire un bed and breakfast